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PARANORMAL ACTIVITY (di Oren Peli) – USA 2007, Horror, con Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Ashley Palmer, Amber Armstrong, Randy McDowell, Tim Piper, durata 86 minuti.
Arriva anche in Italia il film-fenomeno della stagione cinematografica statunitense. Girato in una sola settimana, nella casa del regista, con due attori esordienti e con 15 mila dollari di budget, nei soli States ne ha incassati ben 107 milioni (7 mila volte il suo costo iniziale). Uscito inizialmente solo in un numero limitato di sale, ha ottenuto successo grazie al passaparola degli appassionati su internet, un po’ come accadde per Donnie Darko o per The Blair Witch Project (a cui Paranormal Activity viene paragonato).
La trama del film, di per sé, non ha niente di speciale, anzi, sembra proprio ripercorrere il classico topos dell’abitazione infestata dai fantasmi: Micah e Katie rappresentano una giovane coppia che acquista casa nella periferia di San Diego. Di notte vengono disturbati da strani rumori e situazioni inspiegabili. Un esperto del settore spiega loro che le attività paranormali sono dovute ad un demone che desidera in modo ossessivo Katie. Micah decide allora di comprare una videocamera e filmare ininterrottamente tutto ciò che accade nella loro casa.
Dove sta, allora, la particolarità? Sicuramente nel modo in cui tale vicenda viene narrata. Oren Peli ha creato una storia in cui i meccanismi della tensione sono legati in modo perfetto e che possiede anche un background credibile, tramite la vicenda personale di Katie, in realtà perseguitata da strani eventi già dall’età di 8 anni.
Non ci sono apparizioni improvvise di mostri, fantasmi o effetti speciali 3D. La tensione è totalmente dovuta all’empatia che il regista crea, tramite la videocamera, tra i due protagonisti e il pubblico in sala.
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IL CONCERTO (di Radu Mihaileanu) – FRA 2009, Commedia, con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mèlanie Laurant, François Berléand, Miou Miou, Vàlerie Barinov, durata 120 minuti.
Caratteristica principale del regista rumeno Radu Mihaileanu è quella di saper inserire temi importanti e profondi in un contesto umoristico.
Durante il governo Breznev, Andrei Filipov è il famosissimo direttore della prestigiosa Orchestra del Bolshoi, ma perde il posto per essersi rifiutato di licenziare i suoi musicisti ebrei. Trent’anni dopo è sempre al Bolshoi come uomo delle pulizie e trova casualmente, nell’ufficio del direttore, un fax del Teatre du Chatelet di Parigi, che invita l’orchestra per suonare. Andrei ha allora un’idea: riunire tutti i suoi vecchi musicisti e presentarsi a Parigi al posto dell’Orchestra del Bolshoi per suonare Tchaikovsky. Il volo verso Parigi sarà quindi occasione di ritrovo e riscatto, per giocarsi una nuova chance col destino…
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AN EDUCATION (di Lone Scherfig; sceneggiatura di Nick Hornby) – UK 2009, Drammatico, con Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina, Cara Seymour, Matthew Beard, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Emma Thompson, Olivia Williams, durata 100 minuti.
Esordio alla sceneggiatura per Nick Hornby, autore di fortunatissimi libri best-sellers; Febbre a 90° (Fever Pitch) (1992), Alta fedeltà (High Fidelity) (1995), Un ragazzo (About a Boy) (1998), Come diventare buoni (How to Be Good) (2001) e Non buttiamoci giù (A Long Way Down) (2005).
Nella periferia londinese del 1961, Jenny è una studentessa sedicenne bella e intelligente. Desiderosa di crescere il prima possibile e destinata ad entrare ad Oxford, come sognano i suoi genitori, la sua vita è sconvolta dall’arrivo di un nuovo corteggiatore, il trentenne David, che la introduce alla bella vita, portandola a concerti e a serate mondane, rivoluzionando e stravolgendo la sua vita fatta di studio ed educazione tradizionale.
Cast d’eccezione e nomination a tre premi Oscar (miglior film, miglior sceneggiatura non originale di Nick Hornby e migliore attrice protagonista Carey Mulligan).


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Lasciate stare Paranormal, l’ho visto ed è una cagata