Una “sagra” italiana. 150 anni di bontà

Una “sagra” italiana. 150 anni di bontà

Sul Corriere Tommaso Padoa Schioppa, poi ripreso anche da Piero Ostellino, propone di cele­brare il 150mo an­niversario dell’Unità d’Ita­lia chiedendosi quale sia «lo stato dello Stato».

Bene ho deciso anche io di cimentarmi in questa analisi.

Lasciando perdere lo stato da circo itinerante che la nostra politica sta vivendo, in cui i contenuti sono surclassati dai metodi (clauneschi ma pure sempre metodi), l’Italia di oggi è nella sostanza vecchia.

Lo stato del paese è da sala di rianimazione.

Si, ci sarebbero tanti piccoli dettaglia su cui soffermarsi, come fa Ostellino, ma la sostanza è questa: l’Italia è un paese vecchio, fatto da vecchi per vecchi.

L’Italia è un paese vecchio perchè a porsi il problema del suo stato è  un politico/economista di quasi settanta anni .

L’Italia è un paese vecchio perchè a riprenderlo è un giornalista di settantacinque anni.

L’Italia è un paese vecchio soprattutto perchè fra un autostrada e un rete in fibra ottica sceglie la prima.

L’Italia è un paese vecchio perchè fra la televisione digitale e internet investe ancora sulla prima.

L’Italia è un paese vecchio perchè fra finanziare l”Inps o la scuola, sceglie la prima.

L’Italia è un paese vecchio perchè parla di tradizione invece di parlare d’innovazione.

L’Italia è un paese vecchio perchè si parla di famiglia e si investe sulla nonna.

L’Italia è un paese vecchio perchè è specchio dei suoi vecchi. S’inneggia alla sagra del tortello, alla storia cittadina (talvolta anche misera e assolutamente autoreferenziale) un po’ come i nonni raccontano ai propri nipoti le proprie imprese giovanili, magari anche un po’ caricaturate. Dimenticandosi invece di raccontare la sua vera storia, quella nazionale, dove il valore di  tanti mossi da grandi ideali, realizzarono quella che oggi noi chiamiamo Italia.

Nell’Italia di oggi piace ricordare il cavalier Brembilla dimenticandoci di ricordare Mazzini. Si ricorda la ricetta del tortello e ci si scorda la sostanza della Costituzione.

E allora, buona notte all’Italia


Il Raffinato