TosaMosca: “E se Silvio B. avesse ragione?”

TosaMosca: “E se Silvio B. avesse ragione?”

Editoriale del noto giornalista sportivo Gianni TosaMosca, editorialista di “Fallo da dietro”, dedicato alla 28° giornata del campionato di Serie A.

Certe volte penso che Berlusconi abbia ragione. Capita raramente però. Nove volte su dieci capita riferito al Berlusconi Presidente del Milan. Sabato leggendo Repubblica ho trovato perciò totalmente scorretta l’analisi di Edmondo Berselli. Berselli è un autore che a me piace molto, ho letto uno dei suoi ultimi libri “Adulti con riserva”, ha una prosa piacevole e leggera. Ma di calcio ne capisce poco. O ha preso un abbaglio. Scrive a pagina 41: “Ronaldinho? Arlecchinho, servo del cav. B!” dove spiega che Leonardo farebbe giocare il talento brasiliano solo per  “fare felice il padrone”. E che se il Milan è fuori dalle coppe è colpa di “Ronaldinho, l’arlecchinho che, pur essendo servo del suo padrone, non sempre ha voglia di giocare e il mondo stupir”. Bah. Leonardo fa giocare Ronaldinho perché in campionato gli ha fatto 9 reti e 10 assist diretti cioè conclusi con l’immediato gol, più almeno il doppio di uomini liberati davanti al portiere che non hanno segnato, tipo David Beckham ieri sera, o non hanno segnato subito ma magari hanno scartato il portiere. E lasciamo stare il numero di pali colpiti. Nell’ottavo di finale contro il Manchester Ronaldinho all’andata ha fatto 1 gol ed 1 assist per Seedorf, mica noccioline. Non so cosa si aspettasse Berselli. E comunque, il Milan è fuori dalle coppe perché ha preso 7 gol tra andata e ritorno mica per colpa di Dentone. Credo che ad oggi, con il Milan secondo a 1 punto dall’Inter, si possa dire che la scommessa Ronaldinho è stata ampiamente vinta da Berlusconi.  

M apassiamo oltre. Record di reti segnate, ben 39. Del Piero va oltre i 300 gol in carriera e Lucarelli oltre i 200 nei campionati professionistici. La zona salvezza si delinea chiaramente: il Bologna raggiunge il suo ottavo risultato utile consecutivo e raggiunge il Chievo a quota 35 e sembrano entrambe salve (84,1%). Il Siena fa 9 punti in 5 giornate e inguaia  la Lazio che ha fatto 1 vittoria in 10 turni. Udinese e Catania possono respirare ma devono ancora guadagnarsi la salvezza.

Il 24 gennaio il Milan veniva bastonato dall’Inter con un secco 0 a 2. Nonostante che l’Inter giocasse in 10 gran parte della partita e in 9 il finale, nonostante un rigore al Milan. Una lezione di calcio che faceva il paio con la lezione di gioco che i cugini nerazzuri avevano rifilato all’andata. Tutti pensarono e molti dissero che il campionato era finito. Da allora la squadra di Mourinho ha raccolto solo due vittorie contro Cagliari e Udinese, ben 4 pareggi contro Parma, Napoli, Sampdoria e Genoa e la sconfitta di Catania. Per essere chiari: 10 punti in 7 partite. Una media da salvezza tranquilla. E il Milan (possibilità di vincere lo scudetto 24,9%) si è rifatto ad un punto.

Ma la vera bellezza di questo campionato sta nella lotta per il quarto posto. Questa domenica chi era davanti (Palermo, Juventus e Sampdoria) ha perso o pareggiato mentre chi era in fondo al treno per l’Europa (Bari ma soprattutto Fiorentina) ha vinto. Tra la quarta e l’undicesima ci sono solo 8 punti.