San Giovanni: “Quartiere Tamburi” il 13 dicembre all’ex-ceramica

San Giovanni: “Quartiere Tamburi” il 13 dicembre all’ex-ceramica
Ecco una recensione al nuovo disco di QUARTIERE TAMBURI
il 13 dicembre live all’ex-ceramica di San Giovanni Valdarno
SITO DEL GRUPPO: www.quartieretamburi.com
Attivi dal 2001 e con alle spalle già un dvd e due dischi dal vivo, tra cui il recente “Losna” dello scorso anno, Quartiere Tamburi, il collettivo toscano guidato dal batterista Marzio Del Testa e composto da Iago Bruchi (tom tom e percussioni), Sebastiano Greppi (tom tom e percussioni), Alessandro Gangitano (timpano), Riccardo Chiti (timpano), ha di recente dato alle stampe “ERT”, disco che raccoglie dieci brani ispirati dai termini Heart (Cuore) e Eart (Terra), e nei quali evocano la dannosità dell’inquinamento creato dall’uomo ponendolo a confronto con la bellezza della natura. Il tema della difesa dell’ambiente è da sempre correlato alla storia del gruppo, infatti non è casuale la scelta del loro nome che rimanda a quel Quartiere Tamburi a Taranto, che è tra le zone più inquinate d’Italia, a causa della vicinanza con l’ormai ben nota ILVA. Vibrante di urgenza creativa il disco, mette in evidenza molto bene come la ricerca sulle ritmiche si stia sempre più indirizzando verso una alchimia sonora che vede amalgamarsi le percussioni tradizionali con la modernità di loop elettronici, echi, riverberi e suoni distorti. I ritmi quasi ossessivi, cadenzati, e potenti, riflettono il rumore della “giungla urbana”, che viviamo quotidianamente, con i cantieri, le industrie, il traffico. In questo senso molto importante è anche il video della title track, girato in una antica grotta sottoterra, al buio e caratterizzato dall’utilizzo di luci wood e colori fluorescenti, che esprime in modo molto efficace la dannosità dell’inquinamento rispetto alla natura. Durante l’ascolto brillano così brani come “Otton”, la torrida “Sei S” e la conclusiva “Dieci U” che rappresentano in modo molto efficace tutto lo spirito che ha animato il disco. Sebbene i dischi di Quartiere Tamburi non siano di facile fruibilità, la loro proposta musicale rappresenta un unicum in Italia e questo non solo per il coraggio di proporre un disco di sole percussioni ed elettronica, ma anche per la capacità di saper valorizzare l’elemento melodico attraverso la ricerca sul ritmo, spaziando dai suoni industrial alla world music.