Rignano: Underground Pop Art Festival alcune domande per saperne di più

Rignano: Underground Pop Art Festival alcune domande per saperne di più
 

Articolo uscito anche su: RiotVan

di Mattia Rutilensi

In occasione dell’Underground Pop Art Festival che si terra questa domenica a Rignano in piazza dei Martiri dalle 10 alle 24 siamo andati ad intervistare uno degli organizzatori, Claudio Fusai.

Con quale intento è stato organizzato questo festival? Come descriveresti l’associazione Oltre i Limiti?

Noi ci occupiamo di musica e autoproduzioni dagli anni 70, con varie formule e vari nomi. Ci siamo autoprodotti delle fanzine, ad esempio “Crash” che è durata 10 anni. Siamo sempre stati nell’ambiente, underground diciamo. Intorno agli anni 90 nacque l’associazione Oltre i Limiti, per avere anche un rapporto più facile con gli enti pubblici. Per 10 anni abbiamo dato vita a Creativa (http://www.literary.it/dati/literary/vitiello_mau/rignano_sullarno_dieci_anni_di.html), qui a Rignano, una manifestazione che era più incentrata però su le autoproduzioni, l’arte postale, le performance. Con pochi spazi riservati alla musica. Poi all’ultima edizione si lanciò l’idea di aprire più a mostra-mercato e case-editrici. Dopo il decennale abbiamo fatto un anno di pausa e il primo underground festival è stato fatto a Firenze qualche anno fa. Abbiamo voluto rilanciare quest’idea ripartendo dal concetto di underground che è ancora valido oggi, non è anacronistico. Con il rock è forse ancora l’unico termine che si è mantenuto. Abbiamo voluto che questo festival diventasse un contenitore di varie forme di arte e cultura. Quindi si passa dalla musica con 4-5 gruppi alle performance artistiche e a presentazioni di libri in contemporanea con la mostra-mercato di fumetti libri vinili. L’intento era di costruire un contenitore che richiamandosi al nome dell’associazione oltre i limiti racchiudesse molte forme, non una manifestazione di sola musica o solo di libri. Con la volontà anche di riaccordare e riaprire un percorso che viene da lontano per presentarsi alle nuove generazioni. Non esclusivamente nella forma di racconto storico ma anche di collegamento all’attualità.

Avete una collaborazione dal comune, dagli enti locali?

Sì abbiamo il patrocinio del comune. Ciò significa che all’interno del comune puoi attaccare i manifesti senza mettere la marca da bollo. Poi ci aiutano con tutta la parte dei permessi, la parte logistica del palco. Infine ci danno un piccolo contributo come buoni pasti per gli artisti. Un ringraziamento per chi si fa tanti chilometri per presentare un libro o suonare.

La menzione della tipografia Color Print invece da cosa viene?

Lui è un mio amico che ci ha stampato le locandine e quindi mi sembrava doveroso mettergli il logo. Poi per il resto è tutto autogestito, la principale via della pubblicità è Internet con facebook posta elettronica.

I gruppi che vengono a suonare come sono stati scelti?

È stato costruito un percorso. Sergio & The Spiders sono un’evoluzione degli Sniff, un gruppo anni 80 e ripropongono cover anni 60. Poi gli High Flying jacks che fanno cover anni 70. A seguire il mio gruppo, Musikà con cui facciamo pezzi nostri, e infine i Malicious che fanno cover di canzoni più recenti, attuali. Il gran finale è la full orchestra con una session dove vari musicisti si tratterranno per dare vita ad una performance musicale. Quindi il percorso non è casuale, ma non è stato pianificato eccessivamente. Contattando i gruppi ci è venuto naturale scegliere quest’ordine.

Avete altri eventi in programma con l’associazione?

Al momento no. Ci siamo concentrati su questo, è parecchi mesi che siamo impegnati in questo. Alla fine l’associazione è composta da 3-4 persone, non siamo in tanti. Abbiamo coinvolto altre associazioni locali che ci danno una mano. Per il resto come progetti personali Franco (Franco Piri Focardi ndr) segue sempre la Mail art, io ho il gruppo. Poi quando viene l’idea giusta la seguiamo. Se funziona questo festival lo potremmo anche replicare l’anno prossimo. L’intento di questo festival è creare un contenitore con varie arti. Quelli più difficili da convincere sono stati i performer della Mail Art, di cui molti ultra settantenni. Questi ultimi non se la sentono di essere coinvolti in una situazione con altre arti, sono più intimisti. Quelli più giovani invece sono più aperti. Il nostro è insomma un tentativo di mettere insieme le menti migliori della nostra generazione. Rimandare i messaggi del passato, quello che è stata la nostra generazione però unendo all’attualità. Il passato è storia e la storia è importante ma si va avanti, non ci si ferma. Noi non abbiamo mai mollato il nostro percorso, dagli anni 70 ad oggi.

Sito ufficiale: http://www.kane.it/rignano-upaf/index.html

Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/509092332462992/