Lettera al Sindaco Matteo Renzi

Lettera al Sindaco Matteo Renzi

Caro Sindaco
 
Sono lettore ormai da anni delle sue enews, ancor prima che lei ambisse alla carica di sindaco di Firenze.
Ho apprezzato la sua caparbietà e capacità di imporsi all’interno di un mondo gerarchizzato ed etremamente bloccato.
Ho condiviso molto del suo programma, in particolare quando lei parlava di una Firenze da vivere e di una Firenze che si dopveva proiettare verso il futuro e non essere solo un museo custode del suo glorioso passato.

Proprio per questo mi sconcerta il suo modo di porsi di fronte all’ennesimo caso in cui una città come Firenze si mette in prima fila in Italia per la tutela dei diritti. Faccio riferimento al voto sul registro dei testamenti biologici svoltosi in consiglio comunale di Firenze lo scorso 4 ottobre.
Come Pietro Leopoldo che abolì la pena di morte anche oggi Firenze, con questo voto, si mette in prima fila nella battaglia per i diritti civili.
Penso che questo sia il passato da tenere vivo e non le sagre o le giostre. Il valore di un popolo.
Una nuova Firenze, aperta al nuovo secolo, non si fa solo con i piani regolatori, qualche nuova struttura e un paio di feste. Si fa soprattutto con le idee e i valori che esse esprimono.
Mi sarebbe piaciuto sentire parole più sincere e più spregiudicate da un Sindaco come lei che del futuro si è fatto paladino. A patto che, quando lei parlava di futuro, pensava al proprio. In quel caso è coerente ed in linea con il suo progetto.
Cordialmente
Salvatore Filippone