La tentazione sarebbe quella di parlare e discutere su cose serie, che colgono il senso della nostra vita, ma visto che la diatriba sulla partita Lazio-Inter di domenica sera è arrivata in Parlamento, non opponendo PDL e PD, ma bensì laziali e interisti contro romanisti, creando un clima a dir poco grottesco, è giusto dedicare qualche parola all’avvenimento.
Ecco qualche dichiarazione:
- “Ieri è stata scritta una pagina di vergogna. L’Inter potrà vincere lo scudetto, ma per quello che si è visto ieri all’Olimpico, sarà uno scudetto simile a quello ottenuto con le telefonate di Facchetti agli arbitri” – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori PDL.
- “Quello che è accaduto ieri a Roma, all’Olimpico, è un vero e proprio ‘spot’ contro il calcio, contro lo sport, contro i principi della lealtà sportiva, che sono stati in tutto e per tutto calpestati”- Daniele Capezzone, portavoce PDL.
- “Uno spettacolo deprimente, quello di ieri. E’ un campionato completamente falsato”. – Fabrizio Cicchetto, presidente deputati PDL.
- “Mi chiedo se non vi siano gli estremi perché la Figc avvii un’indagine per responsabilità oggettiva nei confronti della società sportiva Lazio.” Raffaele Ranucci, senatore PD.
- “Ieri sera abbiamo assistito ad una vera e propria sconfitta dello sport, una vergognosa macchia sul nostro calcio” – Marco Martinelli, vice responsabile organizzazione PDL.
- “Una pagina vergognosa che umilia il bel calcio e le tifoserie oneste.” – Antonio Borghesi, vicepresidente gruppo IDV alla Camera.
- “Quello che è successo ieri sera all’olimpico è incommentabile. Chi ha visto la partita si è potuto rendere conto del clima in cui si è giocato. Ma il vero punto della questione non è la partita di ieri. Il vero problema riguarda la gestione del calcio”. – Paolo Cento, Sinistra e Libertà.
Si parla, quindi, di campionato falsato, partita da ripetere e, velatamente, di “biscotto”. Le affermazioni riportate qui sopra sono ovviamente espresse dai politici non in modo imparziale, ma in veste di tifosi, e come tali vanno prese, fermo restando (permettetemi questo piccolo inciso) che paragonare indirettamente le telefonate ed il tono che Moggi ha usato per anni per creare “un sistema” a favore della Juventus a quelle, pur non limpide, di Facchetti e di altri dirigenti, come ha fatto l’on. Gasparri, significa non avere la minima idea di ciò di cui si sta parlando.
Veniamo a Lazio-Inter. Il campionato sta finendo, in campo ci sono una squadra praticamente salva e l’altra in lotta per lo scudetto e nettamente più forte, solida ed organizzata (non a caso è anche in finale di Champions League). Di certo la Lazio in campo non ha dato l’anima, non si può negare, anche per il comportamento dei propri tifosi, che le chiedevano di non essere combattiva. Le parole di Kolarov confermano: ”Questa non è più una passione. Non riesco a capire come qualcuno preferisca danneggiare gli altri piuttosto che assistere ad un successo della propria squadra. La partita? Immaginate come si possa giocare ascoltando il coro ‘se vincete, ve menamo’”.
La Lazio, è quindi rea di anti-sportività o vittima del tifo contrario dei propri tifosi?
Probabilmente nessuna delle due. Chiunque viva a Roma, conosce la situazione calcistica e la rivalità tra le due squadre della capitale. Nessuno può giustificare il fatto di non combattere, ma nessuno può chiedere ai laziali di diventare filo-romanisti. E viceversa.
Il prologo di tutto ciò è avvenuto durante il derby della capitale, partita rocambolesca, vinta meritatamente dalla Roma ma che gli episodi potevano comunque portare a favore dei biancocelesti. E poi gli sfottò, che hanno fatto infuriare i tifosi laziali. Non fatti dalla curva giallorossa, ma dal capitano e simbolo della Roma, Totti, con i famosi pollici all’ingiù e il rischio che la situazione tra le due tifoserie degenerasse per gli animi già esasperati dai 90’. I tifosi laziali avevano promesso vendetta e alla prima occasione hanno messo in pratica questo proposito, tifando per gli avversari.
Cosa vogliamo dire? Il campionato è falsato, o Roma vive in modo particolare il calcio e l’esistenza delle sue due squadre? Perché qualunque tifoso (e non ultrà) riuscirebbe tranquillamente a scindere le due cose.
Tommi di “Fallo da dietro”







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Allora. Il discorso è molto più ampio. Le parole del rude Kolarov, uno slavo ben avvezzo alla pugna, sagace e altezzoso, sono illuminanti. Lazio – Inter è lo specchio del provincialismo italiano, dell’odio tra poveri, del trionfo dell’invidia sulla costruzione del sè. I tifosi della Lazio non erano indifferenti a quella partita, la VOLEVANO PERDERE A TUTTI I COSTI!!! Questo è il tipico tifar contro che ci rende il paese dei campanilismi bigotti, egoistici e truffaldini. D’altronde siamo il paese di Guicciardini e del “particolare” per cui conta solo e unicamente il nostro interesse e non vediamo mezzo metro più in là. Ciò dà vita a quello che Paul Ginsborg chiama “familismo amorale”, la difesa della propria stretta cerchia da tutto il resto, la guerra perpetua ai vicini. Ciò ci impedisce di fare “sistema”, di essere coesi, di avere una forte identità nazionale. Noi pensiamo solo al nostro particolare e allora: “perchè pagare le tasse?”. Che bisogno ce n’è? L’atteggiamento dei tifosi laziali è soltanto l’ennessima, piccola, superficiale ma barbaricamente perfetta rappresentazione di un’Italia vile, provinciale e solipsistica che non ci fa onore e della quale ci dovremmo solamenta vergognare.
Che cialtroni questi politici invece di pensare a cose serie fanno interperlanze parlamentari per discutere di calcio, sporcando ancor di più questo che una volta era uno sport mentre ora è solo business.
Perchè invece di parlare del comportamento della Lazio non discutiamo dei tanti debiti che la società della famiglia Sensi ha accumulato in tutti questi anni?? Fiorentina e Napoli hanno pagato con la retrocessione in serie C mentre i capitolini gialli&rossi sono sempre lì nella massima serie.
Poi di certo il discorso fatto dal mitico “James Holmes 28 cm una vita per il porno” è assolutamente condivisibile!
Il calcio è fatto soprattutto di fanatismo, d’odio e d’amore.
Quindi non meravigliamoci del comportamento della Lazio e dei propri tifosi…”A chi tocca nun se n’grugna”