Il Trionfo Dell’Amore

Il Trionfo Dell’Amore

In occasione della prossima messa in scena della commedia teatrale “Il trionfo dell’amore”, abbiamo il piacere di scambiare due parole con la regista Cecilia Ferretti, studentessa di Scienze dello spettacolo, alla sua prima esperienza di direzione teatrale.

Cecilia, ci vuoi parlare della tua compagnia?
La compagnia “L’Instabile” è nata nell’autunno del 2009 ed è interamente formata da ragazzi del Valdarno. Al di là delle amicizie fra alcuni di noi la compagnia nasce con lo scopo di promuovere l’attività teatrale a livello locale. È stato anche scritto uno statuto “informale”, ma essa deve essere considerata ancora semplicemente un gruppo con la prospettiva di trasformarsi ufficialmente in una compagnia teatrale o associazione culturale.
La mia passione per il teatro è nata durante il liceo, dove partecipavo ad un laboratorio teatrale. Dopo altre esperienze insieme ad alcuni ex-compagni di scuola e grazie agli studi universitari, è cresciuto sempre più il mio interesse per questo mondo e ho preso la decisione di creare un gruppo diretto da me, con il quale poter vivere il teatro in maniera più matura e seria. Finora ho sempre soltanto recitato, infatti. Come regista questa è la mia prima vera prova che mi sta facendo crescere e vivere in maniera ancora più responsabile ciò che sto facendo.

Gli altri componenti della compagnia hanno già avuto esperienze in campo teatrale?
Parte di loro proviene come me dall’esperienza liceale o post-liceale e quindi insieme abbiamo già affrontato alcune messe in scena. Altri invece sono dei novizi e per la prima volta si misureranno con un palcoscenico.
Come basi, seppur a livello locale, alcuni di noi collaborano e seguono in maniera costante le attività di una compagnia di più lunga esperienza: la “Compagnia dell’Orsa” di Reggello, grazie alla quale siamo entrati in contatto anche con un regista di livello internazionale (Arnau Marin), che occasionalmente propone corsi intensivi e dirige alcune delle produzioni della compagnia stessa.

Com’è nata la decisione di mettere in scena “Il trionfo dell’amore” di Marivaux?
Nasce prima di tutto dalla visione, oramai di qualche anno fa, del film omonimo di Claire Peploe, che mi ha incuriosito per l’ambientazione settecentesca, ma il vero innamoramento è nato dalla grande ironia del testo e la forte, sensuale e ambigua presenza femminile incarnata dalla protagonista, che guida tutto il gioco.
La nostra messa in scena si basa per lo più sul testo originale, ma nell’adattamento ho deciso di prendere alcuni spunti dalla trasposizione cinematografica.
Una lettura contestualizzata nel periodo di Marivaux ci introduce alla querelle settecentesca fra i sostenitori dell’antico (rappresentati dal filosofo Ermocrate e la sorella Leontine) e i moderni (Leonide-Phocion), di cui lo scrittore faceva parte. Ma in una lettura più attualizzata, che ci può avvicinare al pubblico e alla nostra società, “Il trionfo dell’amore” ci parla in maniera più profonda: chi si ostina a rifiutare la propria natura si chiude a riccio nei confronti del Mondo, vivendo in nome del fanatismo e del pregiudizio, e quando va a scontrarsi con un elemento “diverso”, straniero, non schematizzabile, può veder crollare ogni sua certezza. Naturalmente nel nostro caso l’elemento destabilizzante è l’amore, che nasce non solo “romanticamente” dal cuore, ma si rispecchia anche in una forte fisicità, sia nei gesti di chi conquista, sia nelle reazioni dei conquistati. L’amore è un’invasione, un’esplosione di sentimenti, di corpo e di creatività; non a caso per il manifesto ho voluto disegnare un cuore che sembra un fuoco d’artificio e le musiche scelte rispecchiano di volta in volta ciò che muove i protagonisti, nelle intenzioni vere, come nella finzione.

In quali date e dove potremmo venire a vedervi?
La prima sarà presso il Teatro Comunale di Cavriglia, sabato 10 aprile ore 21.15, nell’ambito della “Rassegna di teatro del territorio” promossa dal Comune, alla sua seconda edizione. Mentre venerdì 14 maggio saremo presso il cinema teatro Salesiani di Figline Valdarno, dove l’incasso della serata sarà devoluto in beneficienza. Ci auguriamo di poter portare lo spettacolo anche a Firenze.