Grangé – Il volo delle cicogne. Un thriller sconvolgente

Grangé – Il volo delle cicogne. Un thriller sconvolgente

Recensione a cura del “killer mantovano” Marco Piva della redazione di Corpi Freddi

L’istinto della specie

“Non so se quelle cicogne portavano i bambini, ma di certo sapevano occuparsi dei morti” (J.C. Grangè)
E’ il mio primo timido ingresso negli incubi degenerati partoriti dalla fervida mente di Jean Christophe Grangè. E’ innegabile che un aurea di culto circondi la figura di questo scrittore, forse il primo esponente di spicco di quella scuola francese di thriller morbosi e malati che ha fatto proseliti in tutto il mondo. E devo constatare che, nonostante qualche ingenuità e, a tratti, qualche calo di tensione, l’esperienza è stata assolutamente positiva e coinvolgente.
La storia originale e geniale allo stesso tempo è sicuramente il piatto forte di questo romanzo: protagonista della vicenda è Louis Antioche, studente svogliato e demotivato con un triste passato alle spalle. Per dare una svolta alla sua vita decide di accettare la strana proposta di un vecchio ornitologo che gli propone una missione in giro per i continenti alla ricerca delle cause dell’interruzione del ciclo migratorio delle cicogne. La cicogna è, infatti, un uccello che ha un istinto migratorio molto forte e segue un percorso sempre preciso e quasi matematico, di conseguenza l’interruzione di questo rigido meccanismo, quasi ad orologeria, è un fatto decisamente anormale. Per trovare queste risposte Louis dovrà intraprendere un viaggio che ben presto sarà caratterizzato da macabri delitti ed esecuzioni, una lunga scia di sangue che avrà il suo allucinante epilogo nel cuore nero dell’Africa.
“Il volo delle cicogne” è un thriller agghiacciante e truculento come pochi, forse il romanzo al cui interno sono contenuti gli episodi più impressionanti e forti che ho mai letto nella mia carriera di lettore, alcune situazioni sono quasi insostenibili e certamente non adatte per impressionabili e deboli di cuore. Grangè regala pagine volutamente eccessive, macabre e maledette, da certe descrizioni si percepisce il suo enorme talento visionario, e questo ne spiega ampiamente il costante saccheggio operato dall’industria cinematografica delle sue opere (“I fiumi di porpora”, “L’impero dei lupi”, “Il concilio di pietra” e prossimamente “Miserere”). La descrizione dei luoghi, degli usi e dei costumi tra l’Europa e l’Africa, è incredibilmente riuscita e affascinante. Grangè ha viaggiato tanto e si capisce. Nonostante qualche calo di tensione nella parte centrale la narrazione è quasi sempre frenetica e convulsa, soprattutto nella parte finale ambientata in Africa si assiste ad una accelerazione al cardiopalma che lascia davvero atterriti e senza respiro.
Nonostante tutto “Il volo delle cicogne” ha difetti evidenti che ne mostrano palesemente le sue gravi lacune. In via generale ritengo che veleggi su tutto il romanzo un alone di artefatto e scarsa credibilità; il personaggio principale è anello debole in questo senso, sembra francamente assurdo che uno studentello apatico e annoiato possa trasformarsi improvvisamente nel difensore delle cause perse, quasi in un novello Rambo.
Anche le relazioni tra i personaggi risultano spesso inverosimili, è veramente strano che un commissario dell’Interpol deleghi l’inchiesta investigativa e decida di condividere dati riservati con lo studente protagonista appena conosciuto; pure irrealizzabile mi sembra la facilità di ottenere informazioni dalla gran parte dei personaggi che si dimostrano sempre troppo aperti e disponibili nei confronti di Louis. Ma il romanzo è costellato da altre ingenuità che ad un occhio avvezzo risultano abbastanza evidenti (ad esempio l’acquisto di un coltellaccio a lame seghettate prima di salire su un volo dall’aeroporto Charles de Gaulle senza essere avvertito dai metal detector mi ha fatto crollare le braccia).
Peccati comunque che inficiano solo parzialmente i contorni di un debutto letterario che è già entrato nella storia della narrativa di genere francese. Per chi cerca emozioni forti un thriller da assumere senza esitazioni, possibilmente lontano dai pasti.