Veramente una serata speciale, con un pubblico da grandi occasioni. Giovedì 2 settembre, presso la pieve di Santa Maria a Scò di Pian di Scò, è andata in scena per la prima volta la riduzione teatrale del Cirano di Rostand, allestita dal maestro Paolo Mugnai (musica) e dal prof. Luca Decembri (libretto e regia).
Cirano è una tra le figure più note dell’età moderna, tanto da diventare quasi un archetipo. La maggior parte di noi ne conosce però solo alcuni tratti, dal naso alla misantropia, dall’animo temerario e fiero all’apostrofo rosa tra le parole “t’amo”. Abile con la spada ed eccellente con le parole, tutto ciò che vive, dalle passioni amorose alle domande sulla propria condizione di uomo sgradevole e sgraziato si esalta e si enfatizza nell’eloquio. Il maestro Mugnai e Decembri riescono invece ad uscire da questi stereotipi e a presentarci un protagonista nuovo, combattuto, delicato e sofferente, comunque coraggioso e autentico. Alla fine sconfitto, ma che indica al pubblico una via che dovrebbe essere rivalutata: l’amore, sentimento puro, non necessita di essere condiviso per divenire esemplare.
Pur, inevitabilmente, con i pochi mezzi a disposizione per questa prima teatrale, l’allestimento scenico è funzionale: i costumi dei due attori e le scenografie del maestro Piergiovanni Decembri sono efficaci e adeguati, in perfetta armonia con l’atmosfera lieve e delicata che circonda lo spazio scenico.
Ma parliamo ora dei protagonisti dello spettacolo.
“Rossana” ovvero Valentina Rugolo: voce travolgente, tecnicamente impeccabile, interpretazione calda, movimenti scenici mai impacciati. Per me è veramente entrata nella parte con la voce, la musicalità e la drammaturgia.
“Cirano” ovvero Marco Badiali: ha interagito con Rossana perfettamente, ha esaltato le sue doti canore riuscendo ad amalgamare il suo timbro “non impostato” con quello “lirico” di Valentina. Ha tenuto la scena nel finale “a solo” in maniera toccante.
L’orchestra: sempre molto professionali, hanno eseguito con anima ogni nota a loro richiesta. Ed è il modo migliore di suonare in assoluto, e quanto richiesto implicitamente in partitura…
Alla fine il pubblico, che ha gremito la pieve anche nelle navate laterali, ha tributato un’ovazione per tutti i protagonisti, a partire dagli eccezionali Marco Badiali e Valentina Rugolo, agli straordinari musicisti (Andrea Tinacci, Clarinetto; Stefania Ducci, Clarinetto; Claudio Giannotti Sassofono soprano; Giorgio Ricci, Corno; Erika Capanni, Violino; Filomena Di Curzio, Violoncello; Elena Giachi, Pianoforte), alla bravissima Annalisa Testa, voce narrante. Standing ovation, infine, per il maestro Paolo Mugnai (ieri sera direttore dell’orchestra) e per Luca Decembri. Importantissimo anche il contributo di Luigi Chelli, tecnico del suono.
Una prima teatrale che avrà sicuramente delle repliche, data l’assoluta qualità della rappresentazione.










![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)