GLI (E)LETTORI DELL’AMORE

GLI (E)LETTORI DELL’AMORE

C’era una volta il Partito dell’Amore, voluto da Silvio Berlusconi con il motto: “l’amore vince su tutto, non solo sull’odio, che genera violenza contro l’avversario facendo leva sulle menti più deboli”. Poi Fini ha mostrato di non essere in completo accordo con il cavaliere e l’amore è venuto meno. Non molto amorevoli sono gli articoli che i giornali vicini al Presidente del Consiglio distribuiscono quotidianamente al Presidente della Camera. Meno amorevoli ancora sono i commenti dei lettori rivolti verso la terza carica dello Stato.

Per carità, l’attacco all’avversario politico esiste da sempre, non è una certo una novità di questi giorni. Nell’antica Roma spesso l’attacco era addirittura fisico e si poteva concludere con il pestaggio e l’uccisione del nemico. Poi i tempi sono cambiati, la violenza fisica è stata messa da parte e si è passati a quella verbale. Anche nella Prima Repubblica esistevano gli attacchi personali: De Gasperi veniva disegnato vestito da cameriere mentre serviva Truman a causa del suo (presunto) servilismo verso gli Usa, Fanfani chiamato Fanfascista, Forlani definito da Fortebraccio “vuoto come un appartamento sfitto”.  Con la personalizzazione della politica e il crollo delle ideologie, gli attacchi personali sono aumentati di numero e di intensità perché adesso si vota il politico più che il partito.

Sappiamo bene che il peggior avversario è colui che è stato tuo alleato fino a poco tempo fa. Senza tornare troppo indietro nel tempo tutti ci ricordiamo gli insulti che sono volati tra Bossi e Berlusconi dopo il divorzio del 1994. Come spesso capita tra gli ex fidanzati o tra marito e moglie che si separano.

In questi giorni di pieno agosto stiamo assistendo a una lunga serie di attacchi verso Gianfranco Fini. Le vicende sono note: è avvenuta una frattura all’interno del berlusconiano Partito della Libertà e Fini ne è stato l’artefice, la frattura mette a rischio il Governo perché i deputati che hanno seguito l’ex leader di AN sono un numero consistente sia alla Camera che al Senato. Gli organi di informazione vicini al PDL stanno facendo una vera e propria massiccia campagna di stampa contro il Presidente della Camera invitandolo a dimettersi. “Il Giornale”, di proprietà di Paolo Berlusconi e diretto da Vittorio Feltri, sono giorni che picchia duro contro Fini. Gli rimproverano molte cose, tra le quali quella di aver venduto, a basso prezzo, un appartamento appartenente al patrimonio di Alleanza Nazionale che poi è finito in affitto al cognato. Ma, al di là degli articoli dei giornalisti, ciò che mi ha colpito sono i toni dei commenti dei lettori, quello che scrive la gente comune. Ecco una breve rassegna dei commenti su “Il Giornale”, rassegna che si limita a soli due giorni: 14 e 15 agosto. I lettori lo chiamano Giangiuda e Signor Tulliani, lo definiscono bugiardo, sbruffone, idiota, fallito, serpente, prepotente, venduto ai comunisti, azzeccagarbugli invischiato con la mafia e laido traditore, sostengono che sia FINI….TO.

Ecco gli (e)lettori del Partito dell’amore in un raro momento di odio e di rabbia:DARIO40: “Ah Gianfrà, ci ha stufato, vattene!”; BRUNO GIULIO MARIO: “La Santanchè ha detto che solo i tossici rubano in casa propria, purtroppo credo che abbia ragione”; STELVIO:  “Fini ha tradito i suoi elettori e soprattutto ha usato la carica di Presidente delle Camera, che dovrebbe essere superpartes, per farsi i gruppi parlamentari ed un partito politico. E’ un indecenza. Ha ragione Calderoli: un eventuale ribaltone, storico sistema della sinistra per vincere, perdendole, le elezioni, provocherà la secessione di fatto del nord Italia, stufo e nauseato da questi azzeccagarbugli invischiati con camorra, ndrangheta, sacra corona unita e mafia. Io me lo auguro: che ci sia l’Italia del Nord e mafiolandia del sud. Con Fini presidente”; NICOLOM: “Fini ci hai davvero stancato!!la tua superbia e la tua arroganza vanno giusto bene per quella gran signora della tulliani ma non per noi italiani!torna a casa!torna a Montecarlo”;ARNJ: “Smettila di prenderci per i fondelli Fini, sputa il rospo e poi……dimettiti…….!!!!!… un pinocchio come presidente della Camera è una cosa indecente !!!!!….VERGOGNATI ….!!!!!”; BAMBOLINA 29:  “Perlomeno lo sbugiardamento di Fini il traditore ha fatto si che chiudesse quella boccaccia con la quale quasi giornalmente sputava sentenze sinistrorse e faceva da controcanto a tutto quello che diceva Berlusconi.La speranza di noi Berlusconiani è che continui a tacere sulla politica e parli solo per spiegare in maniera credibile l’affaire di Montecarlo,ovvero dica la verità o si dimetta,così tireremmo subito tutti un sospiro di sollievo,essendoci liberati dall’ultimo(speriamo) serpente che ha fatto il nido nel Pdl”; ILTRISNONNO DI TIGRINO: “Come se la sostanza dell’appunto a GianGiuda fosse la cucina monegasca (che è solo uno dei martelli con cui ribattere i chiodi alla bara politica di “stupore e disappunto”) e non la sua laida figura di traditore della sua storia e della sua base elettorale per vanagloria, invidia e sopravvalutazione (questa soprattutto davvero imperdonabile!) di sé! La signora terza carica è idiota”.