E’ tornata Zemanlandia

E’ tornata Zemanlandia

Radio Valdarno è come sempre aperta all’opera di collaboratori esterni, in questo caso pubblichiamo un articolo di Namez (pseudonimo bifronte di Zeman) sul ritorno di Zdenek Zeman a Foggia. L’allenatore boemo, famoso per il suo modo di giocare spregiudicato e per i suoi attacchi al sistema di potere del calcio italiano, è ritornato ad allenare il Foggia, la squadra che aveva reso grande e spettacolare all’inizio degli anni Novanta.  Zeman è forse l’allenatore al mondo che divide più i tifosi: molti lo amano perché le sue squadre sono spettacolari e offensive, tanti invece lo considerano sopravalutato in quanto non ha mai vinto nulla.

Ascolta qui Antonio Albanese che rende omaggio a Zeman

Esistono due modi di concepire il calcio: vincere ad ogni costo oppure vincere attraverso il gioco.

Il primo modo presuppone “qualsiasi” metodo pur di arrivare alla vittoria e purtroppo negli ultimi anni ne siamo stati inermi testimoni con gli scandali di calciopoli e del doping. La cosa più triste è, a mio modo di vedere, che la vittoria a tutti i costi ottiene più successo tra i tifosi che, nella maggior parte dei casi, passerebbero sopra a qualsiasi cosa pur di vincere.

Il secondo modo ha negli ultimi anni un solo nome: Zdenek Zeman.

Negli anni in cui gli è stato permesso di allenare ha stupito il calcio nazionale, il suo credo è semplice e lineare: invece dell’italica teoria per cui bisogna incassare una rete in meno degli avversari per poter vincere, ha rovesciato la teoria sostenendo che per vincere si deve fare una rete in più dell’avversario e per farlo si passa attraverso il gioco, attraverso il 4-3-3 che geometricamente è il metodo che meglio copre tutto il campo.

Uno schema che diverte, esalta, fa sognare i propri tifosi. Io stesso, da tifoso, ho subito una “rivoluzione culturale” da quando ho visto la mia Roma allenata da lui, non sono un tifoso avvezzo alle mille vittorie, ma negli ultimi anni qualcosa abbiamo vinto, in fondo 2 scudetti e un po’ di Coppe Italia non sono certo da buttar via, ma l’entusiasmo, la gioia che ho provato vedendo giocare la mia squadra alllenata da Zeman non ha pari, credetemi.

E’ naturale che in un mondo così conservatore come quello del calcio italiano un personaggio del genere dava fastidio; le sue reprimende verso il doping, verso gli apparati economici che guidano il calcio se da una parte sembrava avessero svegliato qualche coscienza, dall’altra ha convinto “l’apparato” a difendersi…con qualsiasi metodo.

Abbiamo vissuto stagioni intere in modo paradossale: il sistema degli arbitri era ben guidato a mettergli ogni possibile bastone fra le ruote, i deferimenti con analoghe multe a lui ed alla società erano settimanali (visto quel che è successo in seguito, nessuno ha pensato a rimborsarle?), costringendo alla fine Sensi ad abbandonarlo per poter andare avanti, altrimenti qualsiasi investimento sarebbe stato vano…

Ora Zeman è tornato nella sua Foggia, sono pronto a scommettere che il “sistema” ancora l’ostacolerà, non v’è dubbio, ma qualsiasi cosa accada, qualsiasi risultato farà il Foggia in questa stagione, il boemo ha già raggiunto la sua prima vittoria: l’entusiasmo con cui è stato accolto dai suoi vecchi tifosi è stato imparagonabile con qualsiasi altro allenatore si fosse seduto su quella panchina. Non so se il Foggia replicherà i suoi fasti, ma so che stanno sognando consapevoli che quel sogno, se tutto filasse correttamente, avrebbe un perché: dare entusiasmo ad una tifoseria è esattamente quello che si chiede ad un allenatore, o no?!?

“A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un’industria e sempre meno un gioco” Z.Z.

NAMEZ

Un piccolo riassunto della filosofia zemaniana lo potete trovare in questo video