“Destino COMUNE?” – Il podcast dell’evento

“Destino COMUNE?” – Il podcast dell’evento

Si è svolto ieri sera l’incontro “Destino COMUNE?”, un incontro pubblico con i sindaci di Figline e Incisa in vista del referendum sulla fusione dei due comuni in un unico ente. 1 ora e mezza di domande, risposte e tante curiosità sul progetto: dalla nascita dell’idea al prossimo referendum, ai dubbi più forti e alle problematiche legate non solo alla questione politica, ma anche amministrativa e territoriale, del nuovo comune unico.

Iniziando l’incontro abbiamo posto ai due sindaci domande legate all’inizio del progetto e alle questioni fondamentali del comune unico:

- Nei volantini è presenta una frase di Peter Druker “Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa”. Perché avete scelto questo aforisma e come è nata la decisione coraggiosa che, già presa da voi anni fa, potrà essere presa il 21 e 22 aprile con il referendum da parte dei cittadini?

- Non solo la maggioranza dei due consigli comunali è favorevole al progetto di fusione, ma anche le opposizioni si sono espresse favorevolmente e hanno contribuito a questa esperienza. Un ottima politica che, in questi tempi, manca spesso. Cosa può portare l’esperienza nata in questi anni per il comune unico nel futuro delle amministrazioni e che lezione si può trarre da tutto ciò?

- Dopo il progetto di fusione fra Incisa e Figline, molti sono stati i comuni che hanno visto in questa esperienza un modello per il loro futuro. Solo per restare in ambito valdarnese, casi recenti sono la probabile fusione fra Castelfranco e Pian di Scò oppure la proposta di fusione lanciata nella primavera scorsa fra Montevarchi e Sangiovanni. Partendo dal vostro esperimento e vedendo gli effetti che sta avendo in Valdarno, ma anche in Toscana, il vostro progetto, come vedete questo territorio in futuro?

- In vista del referendum e del progetto sul comune unico, 100 cittadini riuniti in laboratori partecipativi per il Comune Unico hanno raccontato le loro esigenze e collaborato a immaginare una nuova città. Quale è stato il risultato di questi laboratori? Che novità hanno introdotto nel progetto?

- Uno degli “slogan”, potremmo dire, sul comune unico è “i servizi rimangono sul territorio dei due comuni”. In che modo verranno però rimodulati per risparmiare e quindi farli funzionare al meglio?

- Con un solo sindaco, una giunta e un solo consiglio comunale il risparmio sarà di circa 100.000 euro, ai quali vanno aggiunte le spese risparmiate di personale e servizi vari attivi durante consigli, giunte e commissioni. Dove saranno destinati i soldi risparmiati con questi tagli ai costi della politica?

- In questi anni, e specialmente nelle ultime settimane durante gli incontri pubblici, avete esaminato e presentato i vari pro che ci saranno con la nascita del nuovo comune. Quali sono i punti positivi principali e quali invece i contro legati a questo progetto? Come in ogni cosa, senz’altro, non tutto sarà positivo e ci saranno senz’altro dei contro anche per il comune unico.

- In cosa consisteranno i risparmi ed i benefici economici in seguito alla fusione dei due comuni? Ad un commerciante, ad un dipendente, ad uno studente… In poche parole, al cittadino, cosa cambierà concretamente con la fusione dei due comuni?

 

Le risposte alle domande iniziali

 

Successivamente è stato il turno di Maurizio, un cittadino interessato al progetto dell’ormai celebre “secondo ponte” sull’Arno che ha chiesto cosa potrà fare il nuovo ente per facilitare la realizzazione dell’opera.

La risposta alla domanda di Maurizio

 

Durante l’incontro abbiamo chiesto anche il futuro politico dell’ente e dei due attuali sindaci:

- I prossimi 21 e 22 aprile i cittadini di Figline e Incisa andranno a votare al referendum consultivo per la fusione dei due comuni. Ecco, essendo un referendum consultivo, come si porranno le due giunte e le amministrazioni in seguito alla consultazione? Se ci sarà parere negativo, essendo il referendum consultivo non vincolante, la fusione avverrà comunque? A che servirebbe interpellare i cittadini se poi non vengono presi in considerazione?

- Queste potremmo descrivere come le tappe principali del progetto da questo momento in poi: in primavera il referendum, l’anno prossimo le prime elezioni del comune unico Figline-Incisa. Con l’entrata che è quasi certa per Simoni ed Ermini in Parlamento, che ne sarà, potremmo dire, di voi due? Entrambi siete al secondo mandato come sindaco del rispettivo comune, ma, legalmente, la nascita del nuovo comune permetterebbe ad entrambi di candidarvi nuovamente ancora per altre due volte. Ve la sentite di escludere questa ipotesi? Vi candiderete per continuare e concludere questo progetto anche dopo la realizzazione? Nel caso, sarete avversari nelle primarie o uno dei due farà un passo indietro?

- Figline ha 16.800 abitanti, mentre Incisa soltanto 6339. Con le nuove elezioni amministrative avremo un consiglio ed una giunta “a trazione figlinese”? Come sarà risolta politicamente questa differenza?

 

Le risposte dei due sindaci alle domande

 

Simone, ragazzo 23enne, ha chiesto ai due sindaci alcuni chiarimenti in merito ai servizi che verranno offerti dal nuovo ente e delucidazioni su bilancio.

La risposta alla domanda di Simone

 

Ottavia chiede invece chiarimenti sullo studio IRPET e domanda una questione fortemente legata al rapporto cittadini-amministrazione: “se sono così importanti, perché interpellarli soltanto adesso a cose già quasi fatte?”

La risposta alla domanda di Ottavia

 

Abbiamo domandato ai due sindaci anche come sarà il rapporto del nuovo comune con gli enti circostanti, dall’Unione dei Comuni Valdarno-Valdisieve, al Valdarno aretino e alle frazioni di Matassino e Poggio alla Croce:

- Che fine ha fatto il progetto dell’associazione dei servizi che comprendeva anche Rignano? Come entrerà il comune unico Figline-Incisa nell’ottica del Valdarno-Valdisieve?

- Nel progetto di fusione fra Figline e Incisa non poteva essere inclusa totalmente la frazione di Matassino, attualmente divisa in tre comuni e due province? Sarà possibile in futuro la realizzazione di tale ipotesi?

 

La risposta alle domande sul territorio ed i rapporti con gli altri enti

 

Maurizio ha chiesto anche altre domande: ci sarà una linea metropolitana valdarnese? Che ne è stato dell’ufficio ARPAT chiuso ad Incisa da gennaio 2013? E la viabilità?

La risposta alle domande di Maurizio (parte 2)

 

Non solo politica e territorio, ma anche domande legate al riordino amministrativo e alle partecipate dei due comuni:

- Attualmente il comune di Figline conta 8 dirigenti, mentre quello di Incisa conta 7 funzionari in posizione organizzativa. Non potendo, giustamente, licenziare dipendenti e funzionari, come sarà strutturato il comparto dirigenziale per poter avere maggiore efficienza e risparmio in caso di fusione dei due comuni?

- A seguito della legge numero 183/2012, detta anche “legge di stabilità”, come si comporterà il nuovo ente con le partecipate? La quota di partecipazione sarà doppia in quanto i due comuni già detenevano una quota oppure sarà rimodulata? Per quanto riguarda “Toscana Energia”, della quale detiene la partecipazione solo il comune di Incisa, e “Farmavaldarno”, detenuta dal comune di Figline, come si comporterà il comune unico?

 

La risposta alle domande su amministrazione e partecipate

 

Daniele ha domandato: “Che ne sarà dell’ospedale Serristori?”

La risposta alla domanda di Daniele

 

Marco, riferendosi al fatto che, con il nuovo comune, il Patto di Stabilità verrà sbloccato per 3 anni, ha domandato: “Da quando potranno essere usati i soldi del patto di stabilità?”

La risposta alla domanda di Marco

Alcuni cittadini ci hanno inviato le loro domande tramite social network prima dell’evento, ecco le risposte:

 
 
In conclusione, un ottimo incontro pubblico ed una bellissima occasione per conoscere ancora meglio il progetto sul comune unico in vista del referendum consultivo del 21 e 22 aprile prossimi.