Articolo di Marco “Killer Mantovano” Piva della redazione di
http://corpifreddi.blogspot.com
“E’ uscito Italian Sharia. Frega nulla? Bravi, fate bene a non sapere quello che succede in questo paese di merda” (Paolo Grugni)
11 agosto 2006 Brescia. Hina Saleem giovane Pakistana, ventunenne, viene massacrata con oltre venti coltellate, sgozzata e sepolta nell’orto di casa dal padre e altri parenti maschi.
15 settembre 2009 Pordenone. Sanaa Dafani marocchina, diciottenne, viene aggredita a coltellate e finita con un fendente alla gola dal padre.
Questi due omicidi non fanno parte della trama di un inquietante romanzo giallo ma sono la triste e cruda realtà. Questi due brutali assassinii rappresentano la punta di un iceberg di un fenomeno sotterraneo scandalosamente concreto e reale.
Italian Sharia è dedicato a queste due giovani ragazze la cui unica colpa è di non essere state “brave” mussulmane ed essersi volute adeguare agli usi tradizionali della cultura di origine.
Ma chi crede che “Italian sharia” sia un romanzo contro la religione islamica fa un grave errore. “Italian sharia” è contro l’estremismo e l’integralismo religioso di qualsiasi specie, una religione che diventa oppio per i popoli, che li spinge in nome di un credo fanatico e distorto. E allo stesso tempo è un calcio negli attributi della nostra società e delle Istituzioni. Che non ci vogliono dire cosa è successo a Ustica, cosa è successo alla stazione di Bologna, a Piazza Fontana e chi pagherà per gli operai devastati dall’eternit di Casale Monferrato o per gli operai uccisi all’Enichem di Marghera. E nel contempo una critica dura e diretta a una società di pecoroni che si muove solo per seguire la squadra di pallone, che segue e prende come modello di vita idoli di plastica e si anestetizza la mente con gossip tormentoni.
L’io narrante protagonista (che non viene mai nominato, ma chiamiamolo pure Paolo Grugni, perché c’è tantissimo dello scrittore milanese racchiuso in queste pagine) vive a Prato e lavora in Comune. Alla sera insegna come volontario lingua italiana a un gruppo di stranieri. Questa attività lo mette in contatto con realtà di vita estremamente difficili che lo coinvolgono emotivamente in prima persona. L’omicidio di una ragazza marocchina e la successiva scomparsa della sorella maggiore, per essere reintrodotta a forza e giustiziata a morte nel suo paese nel nome della Sharia, da il via ad una ricerca serrata fino in terra africana, ricerca che diventa una lotta contro il tempo per salvarle la vita in un crescendo carico di tensione.
“Italian sharia” è un romanzo che dietro una storia di fantasia racconta la realtà e utilizza lo strumento del noir per veicolare un messaggio di denuncia sociale. E lo fa con una scrittura dura, sprezzante, amaramente ironica, politicamente scorretta, pessimista e senza speranza. Non esagero nell’affermare che ci sono situazioni che sembra che ti manchi l’aria dal nero e dalla rabbia che pervade le pagine. Ma per Grugni la scrittura è questo: dolore, negatività, fastidio, in due parole “militanza linguistica”. Senza contare l’impressionante lavoro di documentazione effettuato dallo scrittore, il tutto con estrema cura e dovizia di particolari, ricerca che è valore aggiunto di un romanzo che risveglia le coscienze annebbiate.
Ci sono letture che ritengo siano un dovere: per conoscere, per essere più forti, consapevoli, per cambiare e non soccombere. Per Hina, per Sanaa e per tutte le donne giustiziate in nome di un ideale perverso. Per fare in modo che ciò non debba più accadere.
“Non c’è davvero giustizia a questo mondo. Mi piacerebbe anche dire che non c’è più religione, ma il vero problema è che ce n’è troppa” (Paolo Grugni)
Dettagli del libro
- Autore: Grugni Paolo
- Editore: Perdisa Pop
- Genere: letteratura italiana: testi
- Collana: Corsari
- ISBN: 888372478X
- ISBN-13: 9788883724787
- Data pubbl.: 2010











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