Corpi Freddi on air: Elizabeth George – Scuola Omicidi

Corpi Freddi on air: Elizabeth George – Scuola Omicidi

Recensione a cura del “Killer Mantovano” Marco Piva della redazione di “Corpi Freddi – itinerari noir”

Per mortes eorum vivimus

Spesso rifletto sul mio amore viscerale verso la narrativa di genere e, più specificatamente, sulla mia passione verso il mystery di scuola inglese. Nonostante i centinaia di romanzi e conseguenti scrittori che hanno allietato, e non, le mie giornate in questi 25 anni di dedizione al giallo, il fascino e il trasporto che mi spinge verso questo genere è sempre rimasto immutato. D’altro canto è naturale diventare più esigenti e scrupolosi nel giudizio, fondamentalmente perché maggiormente scafati da anni di letture che ti permettono quella indispensabile scrematura e chirurgica selezione tra le centinaia di proposte che quotidianamente invadono gli scaffali.

Ma ci sono poi opere e autori che, non sono solo in grado di sorprenderti, ma hanno anche la qualità di farti ravvivare quella fiamma spesso sopita dalla lettura di prodotti mediocri, e, più in generale, ti rendono orgoglioso di esserne appassionato fruitore: Elizabeth George sta in cima alla lista.
Elizabeth George ha quel talento e quel dono unico di farti immergere, rapire e coinvolgere con tutto te stesso nelle misteriose e intricate storie, frutto della sua geniale mente. La scrittrice americana non ha inventato nulla di nuovo o particolarmente originale ma, ha una capacità unica di saperle narrare in maniera avvincente e scorrevole ma allo stesso tempo elegante, complessa e ricercata. I romanzi della George rappresentano, per il sottoscritto, l’esempio massimo di mystery completo sotto tutti gli aspetti: vicenda, descrizione degli ambienti, analisi sociale e caratterizzazione magistrale dei personaggi.
Questo terzo romanzo che vede protagonisti ancora una volta l’affascinante ispettore di Scotland Yard Sir Thomas Linley e il suo sottoposto sergente Barbara Havers ci porta questa volta nel prestigioso e suggestivo college di Bredgar Chambers. La collaudata coppia viene chiamata per investigare sulla scomparsa di uno studente del primo anno, indagine che si tramuta molto velocemente in un caso di omicidio visto il macabro ritrovamento del cadavere del ragazzo nella campagna antistante il cimitero di Stoke Pages a diversi chilometri di distanza. L’indagine non sarà affatto facile e dovrà scontrarsi con l’irritante reticenza che nasconde gli innumerevoli segreti sepolti tra studenti e insegnanti.

“Scuola omicidi” è un giallo straordinario, la definitiva prova di maturità della scrittrice americana. Oltre al forte impatto emozionale generato dalla meravigliosa storia ricreata, finalmente la George riesce a costruire una componente investigativa complessa, articolata e preponderante. Se un difetto imputabile alla scrittrice nei precedenti romanzi era proprio quello di trascurare l’indagine poliziesca nella globalità del romanzo, in “Scuola omicidi” tutti gli elementi e gli ingredienti sono incastrati alla perfezione.
Un ulteriore analisi mi preme fare sul forte lavoro di caratterizzazione dei personaggi, già cavallo di battaglia dell’autrice americana. In questo romanzo la George delinea sempre più approfonditamente i personaggi, arricchendone i particolari e cesellandone le sfumature, il tutto volto a costruire un universo sempre più vivo e complesso al quale il lettore si lega indissolubilmente.
Mi preme ribadirlo: con scrittori del calibro di Elizabeth George ti rendi conto che il giallista è un mestiere che lo fanno in tanti, ma pochi possono realmente permetterselo.
Capolavoro.