Radio Valdarno poteva mandarvi in vacanza, al mare oppure al fresco in montagna o in una bella città d’arte, senza darvi qualche consiglio sui libri da portare con voi? Ovviamente sì. Ma non l’ha fatto, perché noi pensiamo sempre a voi e alla vostra crescita culturale. Quindi abbiamo riunito le migliori menti e i più lucidi intellettuali del Valdarno, e non solo, per consigliarvi qualche testo da leggere. Vanni, Luca, Salvatore, Silvia, Gianvito, Peter, Ilaria, Salvo e Tommaso hanno tutti risposto al nostro appello e hanno indicato due libri: uno più leggero e semplice e uno un po’ più complesso e di non facilissima lettura. Gli autori dei consigli costituiscono, loro malgrado, la redazione culturale di Radio Valdarno: ci sono giornalisti, scrittori, professori, bibliotecari e intellettuali di razza. Segnatevi questi nomi e tra qualche anno potremo dire: “ma una volta non scriveva per Radio Valdarno?!?”.
Ecco i consigli per le letture estive di Radio Valdarno:
Vanni Santoni: “Consiglio “Suttree” di Cormac McCarthy (Einaudi) e “2666” di Bolano (Adelphi) e stai tranquillo fino a settembre (550+1100 pagine), uno è del ’79 e l’altro del 2004, ma sono entrambi usciti quest’anno in Italia.
Luca Decembri: Per il libro “light” consiglio Leo Malèt “La notte di Saint Germain de Prés”, un giallo ben scritto, non lungo, con protagonista l’ispettore Nestor Burma; l’ambientazione è parigina e Malet è un giallista di grande spessore, stessa scuola di Simenon, per intendersi, ma il suo personaggio ha un’appendice anarcoide che lo rende decisamente interessante.
Per il libro “heavy”, da affrontare in montagna, magari in un monastero tibetano, indico “L’uomo che ride” di V. Hugo. Cupo, debordante, gotico, “l’uomo che ride” è una “dark novel” che offre anche uno spaccato (non sempre corretto, ma di sicuro fascino) dell’Inghilterra del XVII sec. e dei suoi costumi.
Salvatore Filippone: Leggero: Douglas Adams “Guida Intergalattica per autostoppisti”; pesante: Neil Gaiman “American Gods”. Il primo perchè è un libro da sbellicarsi dalle risate colmo di filosofia tutto giocato sull’assurdo. Il secondo è pesante semplicemente per il numero di pagine ma è un bellissimo panorama dell’America e dei suoi nuovi dei. Molto molto bello e allo stesso tempo scritto in maniera intellegibile per tutti.
Silvia Costantino: Leggero: “Una cosa divertente che non farò mai più”, di D. F. Wallace. Perché è breve, brillante, intelligente e sfotte le crociere come solo lui sa(peva) fare. Pesante: “Le Benevole”, di Jonathan Littell. è pesante sia per mole sia per contenuti, a tratti è veramente crudele, ma è scritto quasi sempre divinamente, e contiene una lunga serie di interessanti spunti di riflessione sul passato, sul presente e sulla natura umana. E poi perché un americano che scrive in francese raccontando la storia di un tedesco è già di per sé qualcosa di meritevole! Volevo aggiungere anche un italiano, scusate se ci metto il carico. “Spaesamento” di Giorgio Vasta. Rapido, veloce, interessante e scritto da Giorgio Vasta.
Gianvito Gillet: lettura “da spiaggia”: “La Variante di Lüneburg” di Paolo Maurensig. È un libricino piccolo e leggero, dalla lettura agevole, ma che nasconde un cuore profondo. Un ritmo da thriller e un complicato meccanismo di flashback trasportano il lettore nel bel mezzo di un’eterna, infinita sfida scacchistica tra i due protagonisti e nella loro lenta discesa verso l’inferno. Una lettura da non farsi mancare assolutamente, specie se si amano gli scacchi. Lettura “da montagna”: “Q” di Luther Blissett. Chi non l’ha ancora letto deve rimediare. È il più grande capolavoro della letteratura contemporanea. Un magistrale manuale di lotta e di vita (o, come lo hanno definito gli autori “un manuale di sopravvivenza”), sotto le fattezze di un romanzo storico ambientato nei turbolenti anni della Riforma Protestante. Ma è uno sfondo che sfuma facilmente. Le avventure del protagonista potrebbero benissimo essere “qui e ora”. La lotta utopica per una società più giusta è una lotta eterna e senza tempo. È un libro che non lascia indifferenti. Non si può restare gli stessi dopo essere passati fra le sue pagine. Perla rara.
Peter Genito: per l’ombrellone: Albert Camus, “Il rovescio e il diritto; nozze ; l’estate”, Bompiani 1995. Per la montagna: Chiara Lubich, Scritti Spirituali, Roma : Città Nuova 1978-81, (4 voll.)
Ilaria Giannini Leggero: Jonathan Carroll “Il mare di legno”. Un libro visionario e onirico, perfetto per scoprire Carroll e il suo “realismo magico”. Pesante: “Rayuela – Il gioco del mondo” di Julio Cortázar, che racconta le avventure dell’esule argentino Oliveira, tra Parigi e Buenos Aires. Il libro può essere letto in due modi: in quello classico, dall’inizio alla fine, o seguendo una linea cronologica che è lo stesso autore a proporre o andando semplicemente a caso. Io le ho provate tutte e sono tutte straordinarie. Per chi ha voglia di smarrirsi tra i piani narrativi e conoscere un personaggio indimenticabile: la Maga.
Salvo: io consiglio (per i contemporanei) “CALLISTO” di Torsten Kroll, veramente avvincente e critico nei confronti dell’ipocrisia e cultura americana. I classici direi “Profumo, Storia di un Assassino”, se non l’hai già letto. E’ il primo che mi è venuto in mente, così di getto.
Tommaso Lalli: “Il suggeritore” – Donato Carrisi. (468 pagine). Non è un libro né leggero né semplice, ma appassionante. Emozioni forti, pagina dopo pagina, tanto da non riuscire a staccarti dalla lettura: Carrisi sa scrivere bene (linguaggio pulito e avvolgente) e, tra gli eventi che si susseguono riga per riga e che rendono la trama complessa e densa, riesce a non farti perdere il filo. Ed infine, il colpo di scena finale: né buoni né cattivi, ma il bene e il male che si intrecciano in un’unica essenza … Un thriller eccezionale, tradotto in tutto il mondo e, attualmente, nella top ten americana.
“I cariolanti” – Sacha Naspini (158 pagine) Un libro eccezionale, originale, difficile da leggere per la crudezza delle tematiche affrontate: da digerire e metabolizzare con calma. Una storia, una sorta di diario del protagonista Bastiano e della sua famiglia che parte dal 1918, periodo di guerra e di fame, di miseria e di stenti. Il romanzo segue proprio la vita di Bastiano, da bimbo piccolo, che cresce in un ambiente senza amore, senza affetti, come un selvaggio, nascosto in un buco scavato nel bosco perché il padre non vuole partire per la guerra e costretto a mangiare di tutto (ripeto, di tutto), ad adulto, segnato dall’infanzia, brutale, bestiale, che finisce per sporcarsi anche moralmente uccidendo, scappando e sopravvivendo. Il contrario dei romanzi picareschi o di formazione: una storia di de-formazione










![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)