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	<title>www.radiovaldarno.info &#187; RIVISTA SMS</title>
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		<title>Consigli per la lettura</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 12:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>

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		<description><![CDATA[Radio Valdarno poteva mandarvi in vacanza, al mare oppure al fresco in montagna o in una bella città d’arte, senza darvi qualche consiglio sui libri da portare con voi? Ovviamente sì. Ma non l’ha fatto, perché noi pensiamo sempre a voi e alla vostra crescita culturale. Quindi abbiamo riunito le migliori menti e i più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Radio Valdarno poteva mandarvi in vacanza, al mare oppure al fresco in montagna o in una bella città d’arte, senza darvi q<em>ualche consiglio sui libri da portare con voi</em>? Ovviamente sì. Ma non l’ha fatto, perché noi pensiamo sempre a voi e alla vostra crescita culturale. Quindi abbiamo riunito le migliori menti e i più lucidi intellettuali del Valdarno, e non solo, per consigliarvi qualche testo da leggere. Vanni, Luca, Salvatore, Silvia, Gianvito, Peter, Ilaria, Salvo e Tommaso hanno tutti risposto al nostro appello e hanno indicato due libri: uno più leggero e semplice e uno un po’ più complesso e di non facilissima lettura. Gli autori dei consigli costituiscono, loro malgrado, la redazione culturale di Radio Valdarno: ci sono giornalisti, scrittori, professori, bibliotecari e intellettuali di razza. Segnatevi questi nomi e tra qualche anno potremo dire: “ma una volta non scriveva per Radio Valdarno?!?”.</p>
<p>Ecco i consigli per le letture estive di Radio Valdarno:</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/gli-interessi-comune.html" target="_blank">Vanni Santoni</a>: “Consiglio “Suttree” di Cormac McCarthy (Einaudi) e “2666” di Bolano (Adelphi) e stai tranquillo fino a settembre (550+1100 pagine), uno è del &#8216;79 e l&#8217;altro del 2004, ma sono entrambi usciti quest&#8217;anno in Italia.</p>
<p><strong>Luca Decembri</strong>: Per il libro &#8220;light&#8221; consiglio Leo Malèt &#8220;La notte di Saint Germain de Prés&#8221;, un giallo ben scritto, non lungo, con protagonista l&#8217;ispettore Nestor Burma; l&#8217;ambientazione è parigina e Malet è un giallista di grande spessore, stessa scuola di Simenon, per intendersi, ma il suo personaggio ha un&#8217;appendice anarcoide che lo rende decisamente interessante.</p>
<p>Per il libro &#8220;heavy&#8221;, da affrontare in montagna, magari in un monastero tibetano, indico &#8220;L&#8217;uomo che ride&#8221; di V. Hugo. Cupo, debordante, gotico, &#8220;l&#8217;uomo che ride&#8221; è una &#8220;dark novel&#8221; che offre anche uno spaccato (non sempre corretto, ma di sicuro fascino) dell&#8217;Inghilterra del XVII sec. e dei suoi costumi.</p>
<p><a href="http://salvatorefilippone.wordpress.com/" target="_blank">Salvatore Filippone</a>: Leggero: Douglas Adams &#8220;Guida Intergalattica per autostoppisti&#8221;; pesante: Neil Gaiman &#8220;American Gods&#8221;. Il primo perchè è un libro da sbellicarsi dalle risate colmo di filosofia tutto giocato sull&#8217;assurdo. Il secondo è pesante semplicemente per il numero di pagine ma è un bellissimo panorama dell&#8217;America e dei suoi nuovi dei. Molto molto bello e allo stesso tempo scritto in maniera intellegibile per tutti.</p>
<p><strong>Silvia Costantino</strong>: Leggero: “Una cosa divertente che non farò mai più”, di D. F. Wallace. Perché è breve, brillante, intelligente e sfotte le crociere come solo lui sa(peva) fare. Pesante: “Le Benevole”, di Jonathan Littell. è pesante sia per mole sia per contenuti, a tratti è veramente crudele, ma è scritto quasi sempre divinamente, e contiene una lunga serie di interessanti spunti di riflessione sul passato, sul presente e sulla natura umana. E poi perché un americano che scrive in francese raccontando la storia di un tedesco è già di per sé qualcosa di meritevole! Volevo aggiungere anche un italiano, scusate se ci metto il carico. “Spaesamento” di Giorgio Vasta. Rapido, veloce, interessante e scritto da Giorgio Vasta. <img src='http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Gianvito Gillet</strong>: lettura &#8220;da spiaggia&#8221;: &#8220;La Variante di Lüneburg&#8221; di Paolo Maurensig. È un libricino piccolo e leggero, dalla lettura agevole, ma che nasconde un cuore profondo. Un ritmo da thriller e un complicato meccanismo di flashback trasportano il lettore nel bel mezzo di un&#8217;eterna, infinita sfida scacchistica tra i due protagonisti e nella loro lenta discesa verso l&#8217;inferno. Una lettura da non farsi mancare assolutamente, specie se si amano gli scacchi. Lettura &#8220;da montagna&#8221;: &#8220;Q&#8221; di Luther Blissett. Chi non l&#8217;ha ancora letto deve rimediare. È il più grande capolavoro della letteratura contemporanea. Un magistrale manuale di lotta e di vita (o, come lo hanno definito gli autori &#8220;un manuale di sopravvivenza&#8221;), sotto le fattezze di un romanzo storico ambientato nei turbolenti anni della Riforma Protestante. Ma è uno sfondo che sfuma facilmente. Le avventure del protagonista potrebbero benissimo essere &#8220;qui e ora&#8221;. La lotta utopica per una società più giusta è una lotta eterna e senza tempo. È un libro che non lascia indifferenti. Non si può restare gli stessi dopo essere passati fra le sue pagine. Perla rara.</p>
<p><a href="http://www.novurgia.it/iniziative/poesia/attivitapoesia_genito.html" target="_blank">Peter Genito</a>: per l&#8217;ombrellone: Albert Camus, “Il rovescio e il diritto; nozze ; l&#8217;estate”, Bompiani 1995. Per la montagna: Chiara Lubich, Scritti Spirituali, Roma : Città Nuova 1978-81, (4 voll.)</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788890357640/giannini-ilaria/facciamo-finta-che.html" target="_blank">Ilaria Giannini</a> Leggero: Jonathan Carroll &#8220;Il mare di legno&#8221;. Un libro visionario e onirico, perfetto per scoprire Carroll e il suo &#8220;realismo magico&#8221;. Pesante: &#8220;Rayuela &#8211; Il gioco del mondo&#8221;  di Julio Cortázar, che racconta le avventure dell&#8217;esule argentino Oliveira, tra Parigi e Buenos Aires. Il libro può essere letto in due modi: in quello classico, dall&#8217;inizio alla fine, o seguendo una linea cronologica che è lo stesso autore a proporre o andando semplicemente a caso. Io le ho provate tutte e sono tutte straordinarie. Per chi ha voglia di smarrirsi tra i piani narrativi e conoscere un personaggio indimenticabile: la Maga.</p>
<p><strong>Salvo</strong>: io consiglio (per i contemporanei) &#8220;CALLISTO&#8221; di Torsten Kroll, veramente avvincente e critico nei confronti dell&#8217;ipocrisia e cultura americana. I classici direi &#8220;Profumo, Storia di un Assassino&#8221;, se non l&#8217;hai già letto. E&#8217; il primo che mi è venuto in mente, così di getto.</p>
<p><strong><a href="http://www.bonjovi.com/" target="_blank">Tommaso Lalli</a></strong>:   “Il suggeritore” – Donato Carrisi. (468 pagine). Non è un libro né leggero né semplice, ma appassionante. Emozioni forti, pagina dopo pagina, tanto da non riuscire a staccarti dalla lettura: Carrisi sa scrivere bene (linguaggio pulito e avvolgente) e, tra gli eventi che si susseguono riga per riga e che rendono la trama complessa e densa, riesce a non farti perdere il filo. Ed infine, il colpo di scena finale: né buoni né cattivi, ma il bene e il male che si intrecciano in un’unica essenza … Un thriller eccezionale, tradotto in tutto il mondo e, attualmente, nella top ten americana.</p>
<p>“I cariolanti” – Sacha Naspini (158 pagine) Un libro eccezionale, originale, difficile da leggere per la crudezza delle tematiche affrontate: da digerire e metabolizzare con calma. Una storia, una sorta di diario del protagonista Bastiano e della sua famiglia che parte dal 1918, periodo di guerra e di fame, di miseria e di stenti. Il romanzo segue proprio la vita di Bastiano, da bimbo piccolo, che cresce in un ambiente senza amore, senza affetti, come un selvaggio, nascosto in un buco scavato nel bosco perché il padre non vuole partire per la guerra e costretto a mangiare di tutto (ripeto, di tutto), ad adulto, segnato dall’infanzia, brutale, bestiale, che finisce per sporcarsi anche moralmente uccidendo, scappando e sopravvivendo. Il contrario dei romanzi picareschi o di formazione: una storia di de-formazione</p>
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		<title>Le foto hard di Jon Bon Jovi: un falso</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>
		<category><![CDATA[jon bon jovi]]></category>
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		<category><![CDATA[sex drugs and bon jovi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Sex, Drugs and…Bon Jovi”: ovvero come creare scandalo intorno al nulla, solo a fini pubblicitari.
Rich Bozzett, autore del libro, è l’ex manager dei Bon Jovi, quello degli anni d’oro. Fu silurato nel 1990 dal gruppo e gli vennero negati dal nuovo manager gli utili sui diritti d’autore. In pratica, qualcosa in sospeso con la band [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sex, Drugs and…Bon Jovi”: ovvero come creare scandalo intorno al nulla, solo a fini pubblicitari.</p>
<p>Rich Bozzett, autore del libro, è l’ex manager dei Bon Jovi, quello degli anni d’oro. Fu silurato nel 1990 dal gruppo e gli vennero negati dal nuovo manager gli utili sui diritti d’autore. In pratica, qualcosa in sospeso con la band  e qualche sassolino dalla scarpa da togliersi in futuro ce l’aveva, il buon Rich…</p>
<p>Jon Bon Jovi (all’anagrafe John Francis Bongiovi Jr) &amp; C. devono molto al suddetto personaggio che, a sua volta, è divenuto pluri-milionario grazie alla musica e all’appeal sul palcoscenico della band. Adesso, a 20 anni dal licenziamento, ha scritto e pubblicato questo testo, che dovrebbe svelare il lato oscuro dei Bon Jovi, quello nascosto dietro la faccia da bravo ragazzo di Jon, il “family man” che ha sposato la sua prima ragazza (Dorothea Hurley) e che da lei ha avuto quattro figli. Ebbene, le presunte foto intime e private del 1985 che rimbalzano su tutti i siti web del mondo della presunta orgia dei ragazzi e del loro frontman con bellezze dell’epoca sono dei CLAMOROSI FALSI (non in sé, ma per quello che vorrebbero significare), cioè sono immagini artistiche riprese dal fotografo Ross Marino e che dovevano essere comprese nel booklet del secondo album dei Bon Jovi, “7800° Fahrenheit”. Bozzett le ha tenute in un cassetto per 5 lustri e le ha opportunamente tirate fuori per il libro, mostrandole in anteprima per creare un “hype” spropositato rispetto al reale valore biografico dell’opera. Queste foto-scandalo furono nascoste di comune accordo da Jon e da Bozzett, proprio perché nel 1985 il cantante aveva già iniziato a frequentare Dorothea, la futura moglie, e temeva la sua reazione, pur essendo foto preparate solo a fini pubblicitari (a dimostrazione della sua buona fede).</p>
<p>Jon, nel 1985, era solo un bel ragazzo di 23 anni con i capelli lunghi e biondi ed una gran voglia di sfondare nel mondo del rock: è quindi naturale che si dovesse affidare a persone più esperte nel mondo dello star business e che quindi dovesse scendere a compromessi. Il problema è tirare fuori queste foto ora a 25 anni di distanza: anche se non vogliono dire un bel niente, vengono comunque presentate dai magazine di mezzo mondo come foto scandalose e rappresentative di un periodo in cui il gruppo non si faceva mancare niente, senza specificare il vero fine degli scatti.</p>
<p>E per quanto riguarda la seconda parte del titolo, cioè “Drugs”? Lo stesso Bozzett dichiara che Jon non era come le altre star del tempo dedite alla droga:</p>
<p>«Ho dei grandi ricordi dei miei sette anni coi Bon Jovi e Jon mi ha sempre trattato molto bene, si vedeva che era una persona vera, genuina e io mi sono sempre sentito come il sesto membro della band. Quanto al servizio fotografico, me lo ricordo molto bene ed è stato davvero divertente. A quel tempo, Jon era un ragazzo giovane, che stava iniziando a godersi la popolarità, ma era anche già impegnato con la donna che avrebbe poi sposato, quindi si decise di nascondere quegli scatti. Jon era sostanzialmente pulito. Non ho voluto scrivere il libro con intento malizioso, ma solo perché pensavo fosse arrivato il momento giusto per raccontare alla gente una storia affascinante.»</p>
<p>Ma allora, se le foto erano solo per mettere sull’album e Jon non si drogava, perché scrivere un libro con quel titolo? Per vendere più copie? Perché sei stato licenziato dalla band, Rich?</p>
<p>“Sex, Drugs and….Bon Jovi”: un libro che ogni vero fan NON dovrebbe mai comprare.</p>
<p><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3994" title="0" src="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/01-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3995" title="1" src="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/11.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/0.jpg"><br />
</a><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/1.jpg"><br />
</a><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/jon-bon-jovi-01-e1280239976852.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3993" title="jon-bon-jovi-01-e1280239976852" src="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/jon-bon-jovi-01-e1280239976852-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
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		<title>Le coatte di Ostia</title>
		<link>http://www.radiovaldarno.info/wordpress/le-coatte-di-ostia.html</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 09:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>

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		<description><![CDATA[Come fanno due ragazze normali che parlano in dialetto romano ad ottenere su youtube più di 1 milione  e seicentomila visualizzazioni in quattro giorni? E, se non bastasse il numero stratosferico delle visualizzazioni, mettiamoci anche i commenti: più di 4000. Debora e Romina stanno avendo un momento di notorietà grazie ai loro tormentoni: &#8220;Famo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come fanno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=sJiEbXTQqos" target="_blank">due ragazze normali che parlano in dialetto romano </a>ad ottenere su youtube più di 1 milione  e seicentomila visualizzazioni in quattro giorni? E, se non bastasse il numero stratosferico delle visualizzazioni, mettiamoci anche i commenti: più di 4000. Debora e Romina stanno avendo un momento di notorietà grazie ai loro tormentoni: &#8220;Famo la colla&#8221; e &#8220;Un calippo e na bira&#8221; che sono state anche remixate e sono già diventate delle suonerie per il cellulare. Noi abbiamo chiesto a <a href="http://www.myspace.com/cirochannel" target="_blank">Mattia Cirelli</a>, romano doc, attore e cabarettista simpatico e originale di ragionare sul fenomeno del trash &#8211; coatto romano. Lui, con grande cortesia, ci ha scritto questo articolo. </em></p>
<p><strong>Il Trash si fa coatto…</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>C’era una volta il cinema trash: quello di Nadia Cassini, Alvaro Vitali, Barbara Bouchet e quanti altri abbiano divertito (in vari sensi) i giovani e non giovani Anni ‘70 e ‘80.</p>
<p>Altro tipo di trash è quello nato negli ultimi dieci anni, forse con la comparsa anche in Italia dei primi reality game show, stile Grande Fratello ed Isola dei Famosi.</p>
<p>La voglia di apparire insita nella maggior parte degli italiani ha portato anche alla nascita di alcuni personaggi dalle dubbie qualità (di ogni tipo), che in fretta hanno raggiunto popolarità e con ancora più fretta l’hanno persa.</p>
<p>Il tutto si è elevato all’ennesima potenza con You Tube, Facebook e compagnia varia.</p>
<p>Nell’ultimo anno si è assistito al “trionfo del coatto”, intendendo come coatti personaggi rozzi della periferia di Roma, figure anche spesso presenti in film comici del passato.</p>
<p>In autunno è stato Davide Di Porto, proprietario di una palestra romana, che con i suoi “sdighete sdaghete” e “pompa il tripi” ha ben presto conquistato l’ambito posto a concorrente dell’Isola dei Famosi.</p>
<p>Ora, Romina e Debora, due ragazze intervistate ad Ostia che “vanno a fare la doccetta perché stanno a fa la colla”.</p>
<p>Sia chiaro, il linguaggio sia del Di Porto che delle due ragazze non c’entra nulla né con Belli o Trilussa, ma nemmeno con Mario Brega o con i personaggi di Verdone, né tantomeno con il linguaggio parlato attualmente a Roma; sono più che altro simbolo dell’estrema periferia o ancora di più della provincia di Roma (questo ultimo è il caso di Debora e Romina), ma il punto non è questo.</p>
<p>Il punto è che l’Italiano medio riesce, anche solo per un attimo, ad esaltare persone totalmente e banalmente normali,alle quali a loro volta non importa se vengono prese in giro nel Web, perché l’importante è “apparire”; e, anzi, le ragazze nella loro seconda intervista (ora chissà quante ne faranno i prossimi 3 o 4 mesi) già credono di aver superato il primo passo verso la notorietà e alla domanda del cronista che gli chiedeva se gli piacerebbe fare cinema, rispondono con un “magari ce cascano”, che vuol dire “si,volentieri”; come se il cinema fosse una cosa fattibile per tutti e non un’arte per la quale bisogna studiare anni e anni.</p>
<p>Sia chiaro, non condanno le ragazze, che anzi per la loro grande ingenuità mi sono pure simpatiche, ma la società moderna che non da più la giusta importanza alla qualità, ma solo all’apparenza.</p>
<p>E condanno anche Radio Valdarno per aver fatto fare un articolo a me che non sono giornalista..</p>
<p>..poi con ‘sto caldo…e vabbeh, vorrà dì che me vado a pija un calippo.</p>
<p>E una bira.</p>
<p>MATTIA CIRELLI</p>
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		<title>E&#8217; tornata Zemanlandia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>

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		<description><![CDATA[Radio Valdarno è come sempre aperta all’opera di collaboratori esterni, in questo caso pubblichiamo un articolo di Namez (pseudonimo bifronte di Zeman) sul ritorno di Zdenek Zeman a Foggia. L’allenatore boemo, famoso per il suo modo di giocare spregiudicato e per i suoi attacchi al sistema di potere del calcio italiano, è ritornato ad allenare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Radio Valdarno è come sempre aperta all’opera di collaboratori esterni, in questo caso pubblichiamo un articolo di <strong>Namez</strong> (pseudonimo bifronte di Zeman) sul ritorno di Zdenek Zeman a Foggia. L’allenatore boemo, famoso per il suo modo di giocare spregiudicato e per i suoi attacchi al sistema di potere del calcio italiano, è ritornato ad allenare il Foggia, la squadra che aveva reso grande e spettacolare all’inizio degli anni Novanta.  Zeman è forse l’allenatore al mondo che divide più i tifosi: molti lo amano perché le sue squadre sono spettacolari e offensive, tanti invece lo considerano sopravalutato in quanto non ha mai vinto nulla.</em></p>
<p><a class="wpaudio" href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Antonio_Albanese_Frengo__Ode_a_Zeman.mp3">Ascolta qui Antonio Albanese che rende omaggio a Zeman</a></p>
<p>Esistono due modi di concepire il calcio: vincere ad ogni costo oppure vincere attraverso il gioco.</p>
<p>Il primo modo presuppone &#8220;qualsiasi&#8221; metodo pur di arrivare alla vittoria e purtroppo negli ultimi anni ne siamo stati inermi testimoni con gli scandali di calciopoli e del doping. La cosa più triste è, a mio modo di vedere, che la vittoria a tutti i costi ottiene più successo tra i tifosi che, nella maggior parte dei casi, passerebbero sopra a qualsiasi cosa pur di vincere.</p>
<p>Il secondo modo ha negli ultimi anni un solo nome: Zdenek Zeman.</p>
<p>Negli anni in cui gli è stato permesso di allenare ha stupito il calcio nazionale, il suo credo è semplice e lineare: invece dell&#8217;italica teoria per cui bisogna incassare una rete in meno degli avversari per poter vincere, ha rovesciato la teoria sostenendo che per vincere si deve fare una rete in più dell&#8217;avversario e per farlo si passa attraverso il gioco, attraverso il 4-3-3 che geometricamente è il metodo che meglio copre tutto il campo.</p>
<p>Uno schema che diverte, esalta, fa sognare i propri tifosi. Io stesso, da tifoso, ho subito una &#8220;rivoluzione culturale&#8221; da quando ho visto la mia Roma allenata da lui, non sono un tifoso avvezzo alle mille vittorie, ma negli ultimi anni qualcosa abbiamo vinto, in fondo 2 scudetti e un po’ di Coppe Italia non sono certo da buttar via, ma l&#8217;entusiasmo, la gioia che ho provato vedendo giocare la mia squadra alllenata da Zeman non ha pari, credetemi.</p>
<p>E’ naturale che in un mondo così conservatore come quello del calcio italiano un personaggio del genere dava fastidio; le sue reprimende verso il doping, verso gli apparati economici che guidano il calcio se da una parte sembrava avessero svegliato qualche coscienza, dall&#8217;altra ha convinto &#8220;l&#8217;apparato&#8221; a difendersi&#8230;con qualsiasi metodo.</p>
<p>Abbiamo vissuto stagioni intere in modo paradossale: il sistema degli arbitri era ben guidato a mettergli ogni possibile bastone fra le ruote, i deferimenti con analoghe multe a lui ed alla società erano settimanali (visto quel che è successo in seguito, nessuno ha pensato a rimborsarle?), costringendo alla fine Sensi ad abbandonarlo per poter andare avanti, altrimenti qualsiasi investimento sarebbe stato vano&#8230;</p>
<p>Ora Zeman è tornato nella sua Foggia, sono pronto a scommettere che il &#8220;sistema&#8221; ancora l&#8217;ostacolerà, non v&#8217;è dubbio, ma qualsiasi cosa accada, qualsiasi risultato farà il Foggia in questa stagione, il boemo ha già raggiunto la sua prima vittoria: l&#8217;entusiasmo con cui è stato accolto dai suoi vecchi tifosi è stato imparagonabile con qualsiasi altro allenatore si fosse seduto su quella panchina. Non so se il Foggia replicherà i suoi fasti, ma so che stanno sognando consapevoli che quel sogno, se tutto filasse correttamente, avrebbe un perché: dare entusiasmo ad una tifoseria è esattamente quello che si chiede ad un allenatore, o no?!?</p>
<p>&#8220;A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c&#8217;è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un&#8217;industria e sempre meno un gioco&#8221; Z.Z.</p>
<p><strong>NAMEZ</strong></p>
<p>Un piccolo riassunto della filosofia zemaniana lo potete trovare<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_ucT_7r7jLo" target="_blank"> in questo video</a></p>
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		<title>Quell&#8217;offerta alla neolaureata (triennale) Barbara Berlusconi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 11:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[don Verzé]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Università San Raffaele]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 20 luglio Barbara Berlusconi ha terminato, con lode, il percorso triennale di studi in filosofia con una tesi su Amartya Kumar Sen, economista indiano premio Nobel nel 1998. Niente da dire sulla ragazza: a chi potrebbe obiettarle di essere “leggermente” fuori corso, si può benissimo rispondere che a 26 anni Barbara ha già due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 20 luglio Barbara Berlusconi ha terminato, con lode, il percorso triennale di studi in filosofia con una tesi su Amartya Kumar Sen, economista indiano premio Nobel nel 1998. Niente da dire sulla ragazza: a chi potrebbe obiettarle di essere “leggermente” fuori corso, si può benissimo rispondere che a 26 anni Barbara ha già due figli, è intelligente, sveglia e matura (a detta dei suoi insegnanti) e di certo non era stimolata a laurearsi in fretta per poi trovare un lavoro a termine con un contratto ridicolo, visto il cognome che porta.<br />
Complimenti, Barbara.</p>
<p>Qualche complimento in meno andrebbe fatto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Maria_Verz%C3%A9">don Luigi Maria Verzé</a>, Rettore dell’Università privata Vita-Salute San Raffaele di Milano. Premettiamo che il “don” sta proprio a significare la carica ecclesiastica (sacerdote, come Don Abbondio), precisazione buona e giusta dato che dopo aver letto il controverso curriculum imprenditoriale e affaristico del personaggio su wikipedia qualcuno potrebbe pensare che il termine sia onorifico (come per i nobili, Don Rodrigo). Appena finita di discutere la tesi, il nostro don Luigi ha preso la parola (come è suo diritto, trattandosi del Rettore), per offrire un posto da insegnante alla rampolla di casa Berlusconi (visibilmente imabarazzata, a detta dei presenti) in una futura facoltà di Economia presso l’Università San Raffaele. A prescindere dal fatto che Barbara ha appena conseguito la cosiddetta “laurea breve” e quindi sarebbe inabile, senza spinte che comunque in Italia non mancano mai, a tenere un qualunque corso in qualunque Università, ci chiediamo come possa un Rettore, che comunque dovrebbe essere consapevole delle difficoltà degli studi specialistici e della meritocrazia che troppo spesso latita (anche lei …) in Italia, arrivare a dire certe cose. Domanda retorica, comunque: le attività di Don Verzé si intrecciano ormai da decenni con quelle del Cavaliere, per il quale nutre una vera e propria fede, incondizionata, quasi come nei dogmi della religione che professa. La dimostrazione già qualche ora dopo la laurea di Barbara, quando, entrambi presenti a Milano, in piazza, fra le guglie del Duomo, don Luigi ha afferrato il microfono e in piena estasi mistica ha definito agiograficamente il premier “uomo mandato dalla Divina Provvidenza per salvare il nostro paese”:</p>
<p><a class="wpaudio" href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Integrale.BERLUSCONI-UOMO-DELLA-DIVINA-PROVVIDENZA.mp3">BERLUSCONI UOMO DELLA DIVINA PROVVIDENZA</a></p>
<p>O quando, ospite a “Porta a Porta”, in piena follia mediatica ha paragonato san Silvio da Arcore a Cristo, descrivendolo come l’incarnazione dei valori cristiani (E i festini con le escort??? Il mafioso come stalliere??? Per non parlare delle accuse prescritte o ferme per i vari Lodi???):</p>
<p><a class="wpaudio" href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Don-Verz-a-Porta-a-Porta.-Berlusconi-come-Giovanni.mp3">Don Verzé a Porta a Porta</a></p>
<p>Una docente di quella facoltà, tra l’altro esclusa misteriosamente dalla commissione di laurea di BB, pur avendo una sua tesista da giudicare quella stessa mattina, si è ribellata a questo clientelismo e servilismo che affiora ubiquamente quando si parla di re Silvio o di altri potenti di turno. Roberta de Monticelli, ordinaria di filosofia della persona alla San Raffaele, ha scritto una lettera (pubblica, a “Repubblica”) dalla quale abbiamo tratto questi passi, che ricostruiscono l’episodio e il suo pensiero:<br />
“Insegno filosofia della persona alla facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele. Scrivo queste righe per dire: non in mio nome. Non è  certamente  in mio nome che il nostro rettore, don Luigi Verzé, intervenendo come è suo diritto alla cerimonia delle proclamazioni delle lauree, si è rivolta alla sola candidata Barbara Berlusconi, che giungeva a conclusione del suo percorso triennale, chiedendole se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell’autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e invitandola a diventare docente di questa Università, in presenza del presidente del Consiglio, il quale assisteva alla cerimonia […] Tengo a dissociarmi nettamente e pubblicamente e da queste parole e dalla logica che le sottende, logica che da una vita combatto, come combatto da sempre  il corporativismo e i sistemi clientelari dell&#8217;Università italiana, e il progressivo affossamento di tutti i criteri di eccellenza e di merito, oltre che dell&#8217;Università stessa come scuola di libertà. “</p>
<p>Ovviamente, nessuno degli altri docenti ha appoggiato l’iniziativa della de Monticelli, stigmatizzando la sua lettera pubblica che, secondo loro, causerà un danno di immagine all’Università, e dando solo un buffetto a don Verzé per il suo atteggiamento un po’ gigione: &#8220;Chiede a tutti i neo-laureati di restare.&#8221; &#8211; lo difendono in coro. In ogni modo, il Rettore-Sacerdote-Imprenditore ha offeso migliaia di dottorandi &amp; c. che in questo momento stanno pregando per avere un assegno di ricerca e non essere costretti ad andare all’estero.</p>
<p>La laurea triennale di Barbara Berlusconi vale molto meno di una specialistica, un master, un dottorato di ricerca o un perfezionamento; ma in Italia, ormai è risaputo, è più il cognome o l’albero genealogico ad aprire le porte del successo.</p>
<p>tommaso lalli &#8211; Radio Valdarno</p>
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		<title>Milano come l’antica torre di Babele</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Swilly</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[san Giovanni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro sarà presentato il 24 luglio a San Giovanni in occasione del FAHRENHEIT  FESTIVAL
Un giorno esci per andare al lavoro e ti accorgi che il tabaccaio sotto casa &#8211; &#8220;Il tabaché del vintitrì, chiuso da tempo &#8211; ha ripreso vita: due ragazzi asiatici sistemano bottiglie di liquori e birra sugli scaffali bianchi. Quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/FONTANA-G_babele1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3950 alignleft" style="margin: 1px;" title="FONTANA-G_babele1" src="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/FONTANA-G_babele1-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a><strong>Il libro sarà presentato il 24 luglio a San Giovanni in occasione del <strong>FAHRENHEIT  FESTIVAL</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno esci per andare al lavoro e ti accorgi che il tabaccaio sotto casa &#8211; &#8220;<em>Il tabaché del vintitrì, chiuso da tempo &#8211; ha ripreso vita: due ragazzi asiatici si</em><em>steman</em><em>o bottiglie di liquori e birra sugli scaffali bianchi. Quel giorno “posso dire di non aver visto soltanto un negozio che riapriva, ma una particella del processo di meticciamento di Milano</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milano come l’antica torre di Babele</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un intreccio di voci, lingue, culture; otto racconti di uomini che arrivano nella città e portano la loro personale storia.Milano non più vista come la città grigia, ma come città multietnica attraverso le storie di Karkadan, Kamai, José e gli altri.  Storie vere che Giorgio Fontana ha raccolto, unite dal filo dell’autobus 56, uno dei mezzi pubblici più frequentato dagli stranieri, moderna cornice di una narrazione su ciò che oggi è la nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa aspettarsi da questo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fontana, con piglio giornalistico, ha raccolto pazientemente le storie e le ha riportate ed esse colpiscono per la loro semplicità e immediatezza: niente ricerca di una morale, di un significato in quello che sta accadendo, ma la pura cronaca, il racconto, la narrazione del contemporaneo, di ciò che avviene nelle strade che ci circondano.<br />
Storie vere, sincere, anche dure, che non sono altro che lo specchio di quello che il la nostra società sta diventando (o, forse, tornando ad essere): l’antica Babele, madre di tutte le lingue e punto ultimo prima del caos.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è Giorgio Fontana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/giorgiofontana.jpg"><img class="size-medium wp-image-3951 alignleft" style="margin: 1px;" title="giorgiofontana" src="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/giorgiofontana-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Sul suo Blog <a href="http://www.giorgiofontana.com/">www.giorgiofontana.com</a> si descrive cosi<br />
Sono nato a Saronno nel 1981.  Ho vissuto (mio malgrado) a Caronno Pertusella fino a ventidue anni: poi  un anno a Montpellier, sei mesi a Dublino, un paio in Québec, e infine  Milano. Ho pubblicato due romanzi: <span style="color: #0000ff;">B<strong>uoni  propositi per l&#8217;anno nuovo</strong></span> (Mondadori 2007) e <span style="color: #0000ff;"><strong>Novalis </strong></span>(Marsilio 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il reportage narrativo <span style="color: #0000ff;"><strong>Babele  56</strong></span> (Terre di Mezzo 2008) sono stato finalista al <strong>Premio  Tondelli 2009</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2008 collaboro stabilmente con la pagina di cultura de <strong>Ilsole24ore.com </strong> e con &#8220;<strong>Terre di Mezzo</strong>&#8220;. Di  recente scrivo anche su Wired.it</p>
<p style="text-align: justify;">Condirigo da anni il pamphlet letterario <strong>Eleanore Rigby</strong>, folle realtà  di punta nell&#8217;ambito delle riviste indipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scritto o scrivo articoli per diverse testate cartacee e online, come  &#8220;<strong>Linus</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Lo Straniero</strong>&#8220;, &#8220;<strong>VS</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Nazione Indiana&#8221;</strong>, <strong></strong> eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono laureato in Filosofia, e nonostante diversi tentativi di continuare  a fare ricerca, la cosa si è fermata lì.<br />
Al momento vivo e lavoro a Milano.</p>
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		<title>Primo giorno al FAHRENHEIT FESTIVAL</title>
		<link>http://www.radiovaldarno.info/wordpress/primo-giorno-al-fahrenheit-festival.html</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Swilly</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fahrenheit Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[
STASERA:
PETRALANA in concerto 
Presentazione  del cd &#8220;Oggi cadono le foglie&#8221; liberamente ispirato al &#8220;Barone rampante&#8221;  di Italo Calvino &#8211; myspace.com/petralana
GABRIELE AMETRANO  INCONTRA LORENZO LICALZI
il “guru” della narrativa italiana
GL&#8217;IMPOSTORI
in concerto – glimpostori.com
GRUPPO MEDITERRANEO
in  concerto – “Forse un uomo” tour &#8211; myspace.com/gruppomediterraneo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/clFnVjZZ0cE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/clFnVjZZ0cE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">STASERA:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PETRALANA in concerto </strong></p>
<p style="text-align: center;">Presentazione  del cd &#8220;Oggi cadono le foglie&#8221; liberamente ispirato al &#8220;Barone rampante&#8221;  di Italo Calvino &#8211; myspace.com/petralana</p>
<p><strong>GABRIELE AMETRANO  INCONTRA LORENZO LICALZI</strong></p>
<p style="text-align: center;">il “guru” della narrativa italiana</p>
<p><strong>GL&#8217;IMPOSTORI</strong></p>
<p style="text-align: center;">in concerto – glimpostori.com</p>
<p><strong>GRUPPO MEDITERRANEO</strong></p>
<p style="text-align: center;">in  concerto – “Forse un uomo” tour &#8211; myspace.com/gruppomediterraneo</p>
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		<title>&#8220;cadono le foglie&#8221; al Fahrenheit Festival</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Swilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo preso dal sito del Fahrenheit Festival

Venerdi 24 Luglio a San Giovanno valdarn  toccherà ai Petralana aprire il “Fahrenheit  Festival”, ma ormai sono sul palco dal 2002 e di esperienza ne hanno da  vendere. Fiorentini, iniziano la loro attività in duo: Tommaso Massimo  (voce e chitarra) e Marco Gallenga (violino) omaggiano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Articolo preso dal sito del <a href="http://www.fahrenheitfestival.it/">Fahrenheit Festival</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5sFVMIPC7VA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5sFVMIPC7VA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div>Venerdi 24 Luglio a San Giovanno valdarn  toccherà ai Petralana aprire il “Fahrenheit  Festival”, ma ormai sono sul palco dal 2002 e di esperienza ne hanno da  vendere. <strong>Fiorentini, iniziano la loro attività in duo: Tommaso Massimo  (voce e chitarra) e Marco Gallenga (violino) omaggiano a più riprese  Faber, il maestro della nostra canzone d&#8217;autore. Quindi si uniscono ai  due, prima Richard Cocciarelli (batteria e percussioni) </strong>e poi Piero  Spitilli (contrabbasso e basso elettrico), dando più corpo e ritmo alle  sonorità del gruppo che si consolida in forma di quartetto.</div>
<p>Tommaso, il cantante,  da anni inseguiva l&#8217;idea di mettere in musica la sua visione de “Il  barone rampante” di Calvino, uno dei grandi classici della nostra  letteratura. Nascono così i nove brani di “Oggi cadono le foglie”,  concept album prodotto dall&#8217;etichetta “Suburban Sky”  (www.suburbansky.it).</p>
<div><strong>I brani  raccontano le varie tappe della vita del protagonista: dall’ascesa  sull’albero all’incontro con Viola, dalla pura vibrazione di libertà  alle passioni, dall’amore alla solitudine. </strong>Un album in cui si svolge il  percorso poetico e musicale dell&#8217;autore e del gruppo.</div>
<div>Le canzoni, inizialmente nate per  chitarra e violino, guadagnano nuove aperture armoniche e sonorità che  si allontanano dall’originaria forma cantautoriale, grazie agli  arrangiamenti di Marco Superti e alla produzione di Guido Melis per  l’etichetta Suburban Sky, con distribuzione Audioglobe.</div>
<div><a href="http://aristocraziawebzine.blogspot.com/2010/06/petralana-cadono-le-foglie.html">aristocraziawebzine.blogspot.com/2010/06/petralana-cadono-le-foglie.html</a></div>
<div>Il disco, registrato tra marzo e  aprile 2010 presso il Plastic Sun Studio di Firenze, vede la presenza  di numerosi ospiti (da Simone Graziano a Mirko Guerrini, da Giulia Nuti  ad Alessio Riccio) che hanno aggiunto colori e sfumature ad una  scrittura già sicura, impreziosendo il sound del gruppo per questo  felicissimo esordio.</div>
<p><a href="http://facebook.com/petra.lana">facebook.com/petra.lana</a></p>
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		<title>Vittorio Mangano: eroe o criminale?</title>
		<link>http://www.radiovaldarno.info/wordpress/vittorio-mangano-eroe-o-criminale.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 12:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIVISTA SMS]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un giornalista con il quale praticamente non sono mai d’accordo: Paolo Granzotto che scrive su Il  Giornale. Granzotto  risponde alle domande dei lettori, ha una rubrica che si chiama “L’angolo di Granzotto” nelle ultime pagine del quotidiano, per la serie: il meglio ve lo lasciamo in fondo. Granzotto, a mio modestissimo avviso, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un giornalista con il quale praticamente non sono mai d’accordo: <strong>Paolo Granzotto</strong> che scrive su I<em>l  Giornale</em>. Granzotto  risponde alle domande dei lettori, ha una rubrica che si chiama “<em>L’angolo di Granzotto</em>” nelle ultime pagine del quotidiano, per la serie: il meglio ve lo lasciamo in fondo. Granzotto, a mio modestissimo avviso, o è o ci fa. Perché dice delle grandissime vaccate con la massima presunzione, certo di essere dalla parte del giusto. Ovviamente ce l’ha  a morte con chiunque sia più a sinistra, e anche a destra, di Berlusconi. Ma veniamo al dunque.<br />
Nelle ultime settimane ha ricevuto e risposto a diverse lettere relative a <strong>Vittorio Mangano</strong>, lo stalliere condannato per mafia che Berlusconi e Dell’Utri si ostinano a definire “eroe”. Ieri, martedì 20 luglio, ha risposto a una missiva di una signora che era molto preoccupata perché il figlio di alcuni amici “un ragazzo intelligente, onesto e pieno di buone intenzioni” che era sempre stato di centro-destra adesso ha abiurato e “si è fatto convincere da Travaglio e C. sicuramente per un bisogno etico”. “La cosa mi dispiace molto” prosegue la signora, ovviamente dispiaciuta che il giovane possa avere una propria etica differente da quella benpensante di centro – destra Berlusconian-Granzottiana. Per farla breve, la signora si affida a Granzotto perché riporti il figliol prodigo sulla retta via spiegandogli la verità su Mangano e Dell’Utri. Concludo con il giudizio della donna su Mangano: “uomo di probabile non specchiata e completa virtù”. Questo è un capolavoro. Uno che è stato condannato definitivamente per essere un pluriomicida e un trafficante di droga è, secondo la signora così preoccupata della deriva etica del figlio di amici, un “uomo di probabile non specchiata e completa virtù”. Così va la vita, per certa gente se ti fai una canna sei un tossico comunista mentre se ammazzi due persone e spacci droga sei “un uomo di probabile non specchiata virtù”. Basta avere le conoscenze giuste e gli amici giusti. Paolo Borsellino di Mangano disse, poco prima di morire ammazzato dalla mafia: “uno di quei personaggi che erano le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”. E chi ce lo ha portato nel Nord Italia e lo ha tenuto per due anni a occuparsi di cavalli? Silvio Berlusconi su suggerimento dell’amico degli amici Marcello Dell’Utri. Ecco cosa disse Borsellino: <a class="wpaudio" href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Borsellino-su-Mangano.mp3">Borsellino su Mangano</a><br />
Veniamo alla risposta di Granzotto. “Il ragazzo non ha capito niente” spara subito Granzotto, e ti pareva. Il polemista del Giornale prosegue dicendo che a lui della vicenda interessa solo l’aspetto di accanimento contro lo stalliere ormai malato, un “supplizio giudiziario” che i giudici, si sottintende comunisti, hanno inflitto perché Mangano spifferasse qualcosa su Dell’Utri e Berlusconi. Mangano non ha detto nulla e in questo senso Dell’Utri lo considera un eroe. Ma non è tutto. Granzotto mostra qual è il vero male del nuovo millennio e che affligge il giovane: il wikipedismo. Cioè il fatto che il giovane si fa condizionare dalle notizie che trova nella rete e su Wikipedia, infatti su Wikipedia, ci fa sapere Granzotto, lo stalliere di Arcore è definito: “criminale italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra”. Ecco qual è l’errore: fidarsi di Wikipedia che definisce Mangano un criminale pluriomicida mentre invece è&#8230; un criminale pluriomicida e spacciatore di droga. Invece nella saggia ed equilibrata Granzottopedia questa sarebbe la definizione di Vittorio Mangano: “Stalliere bravo, capace e coraggioso: un eroe costretto dalle toghe rosse a un supplizio giudiziario nonostante le cattive condizioni di salute”.<br />
Menomale che Wikipedia c’è.</p>
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		<title>Calabria tra &#8216;ndrangheta e riscatto</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 18:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Swilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[300 arresti per capire che la ‘ndrangheta è una mafia ancora viva e radicata. Il reportage dalla Calabria di Salvatore Filippone. Molte cose ancora non si conoscono della &#8216;ndrangheta,  pochi sono i pentiti e poca è l’attenzione sociale nei suoi confronti.
Perché infatti in Calabria, dove è nata, la ‘ndrangheta ancora controlla tutto. Controlla l’economia, sommersa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>300 arresti per capire che la ‘ndrangheta è una mafia ancora viva e radicata. Il reportage dalla Calabria di <strong>Salvatore Filippone. </strong>Molte cose ancora non si conoscono della &#8216;ndrangheta,  pochi sono i pentiti e poca è l’attenzione sociale nei suoi confronti.<br />
Perché infatti in Calabria, dove è nata, la ‘ndrangheta ancora controlla tutto. Controlla l’economia, sommersa e non. Controlla la vita sociale. Controlla la politica. E’ dentro le imprese e dentro i palazzi del potere. Ma in Calabria ci sono anche uomini che lottano tutti i giorni contro questa mafia, e che con il loro impegno cercano di riscattare una regione dove fino a ora è regnata l’ingiustizia e l&#8217;illegalità.</p>
<p><strong>Il Reportage di Salvatore Filippone</strong></p>
<p><a class="wpaudio" href="http://www.radiovaldarno.info/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/I.C._Reportage_Calabria.mp3">Calabria tra &#8216;ndrangheta e riscatto</a></p>
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