Intervista di Salvatore Filippone a Marino Bartoletti:
Intervista a Marino Bartoletti
Il 22 maggio a Madrid.
A settembre 32 squadre cullavano questo sogno, oggi due l’hanno realizzato: Inter e Bayern Monaco. Per l’Inter si tratta di un sogno che scaccia via un incubo durato 38 anni. L’Inter va in finale grazie alla meravigliosa partita dell’andata nella quale ha dominato il Barcellona infliggendogli un durissimo 3 a 1. Al ritorno, al MOU Camp, l’Inter si difende. A oltranza. Come non capitava di vedere da molto tempo tra squadre di pari livello. E’ un catenaccio, chiamiamolo con il suo vero nome. E’ il tanto criticato gioco all’italiana ma senza il contropiede. E non è solo colpa dell’uomo in meno. L’Inter in novanta minuti non fa un tiro verso la porta avversaria. Si ricorda solo una punizione di Chivu da una quarantina di metri. Prima dell’espulsione di Thiago Motta l’Inter si schiera con un 4-5-1 con i centrocampisti molto bloccati. Neanche Eto’o e Snejder si mostrano reattivi nell’appoggiare Milito che rimane molto isolato. Dopo lo sciagurato cartellino rosso al centrocampista lo schema diventa un 4/5/0 con Milito centrocampista di destra e Eto’o centrocampista di sinistra. La fase difensiva dell’Inter però è strepitosa, al limite della perfezione. I fenomeni del Barca annullati quasi completamente: Messi, Xavi, Ibra ridotti ai minimi termini. La stampa di orientamento barca ha sottolineato i 60 cross blaugrana contro i 7 dei nerazzuri e la siderale distanza nel possesso palla, ma nel calcio contano solo i gol e non il possesso palla e tantomeno i cross. Complimenti al Presidente dell’Inter, a tutta la società, all’allenatore (ormai più un santone che un semplice allenatore), ai tifosi che l’hanno agognata così tanto e soprattutto alla squadra che è arrivata in finale.
Concludiamo ricordando le parole che Mourinho rivolse al Barcellona quando allenava il Chelsea: “voi dite di essere la squadra più forte del mondo e in tutta la vostra storia avete vinto solo una Champions, io alleno da pochi anni e ne ho vinte quante voi”. Nel frattempo il Barcellona, con i successi del 2006 e del 2009, è passato a tre Champions in bacheca ma il 22 maggio Mourinho potrebbe, incrocino le dite e non solo tutti gli interisti, arrivare a due.










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c’e'ssempre una certa acredine,caro bartoletti,nei confronti di mou e dell’inter,lo ha dimostrato dall’inizio stagione,lei e i suoi colleghi(zazzaroni,addirittura e’ imbarazzante).saluti
Ma quale acredine? Bartoletti è stato sincero, l’Inter di Mourinho ha più consapevolezza rispetto a quella di mancini ed è anche merito della campagna acquisti.