Per il ritardo con cui questo articolo viene pubblicato mi scuso con i lettori. Ma, come apprendiamo da giornali e notiziari, il tema dell’accoglienza e il disagio dei migranti in Italia rimangono attuali anche in questo 2010 appena iniziato. Una riflessione su “Natale e non solo”, prima che ce ne dimentichiamo per un altro anno…
Proprio un bianco Natale – ma bianco per i valori morali – sarà quello di Coccaglio.
Siamo in un paesino del bresciano con poco meno di settemila abitanti, nella profonda provincia lombarda, ma ci sbagliamo, se pensiamo che la xenofobia della destra di Bossi e Maroni che vi stanno dilagando siano lontani dal nostro piccolo, qui, nella Toscana “rossa”. Martedì 13 ottobre scorso, infatti, a pagina 4 de “La Padania”, giornale leghista, è comparso un trafiletto in cui il capogruppo della Lega nel Consiglio Provinciale di Firenze, Marco Cordone, esprimeva la solidarietà del partito nei confronti dell’ex-presidente della Pro-Loco di Figline Valdarno, Roberto Riviello, che ha scatenato un intenso dibattito con la sua proposta di spostare il centro di cultura islamica dal centro storico di Figline a una zona più periferica del nostro paese.
Ma torniamo a Nord, nella provincia di Brescia.
A Coccaglio vivono, a oggi, circa mille e cinquecento stranieri. L’amministrazione è di destra, con un sindaco, Franco Claretti, e tre assessori (tra i quali l’addetto alla Sicurezza, Claudio Abiendi) esponenti della Lega Nord e con altri tre membri del Consiglio del PDL. Tutti insieme, hanno dato il via ad un’operazione che ordina ai vigili urbani di bussare alla porta degli immigrati iscritti all’anagrafe per verificare che i loro permessi di soggiorno siano in regola. In caso contrario, viene revocata la residenza e scatta la denuncia per clandestinità. Va detto che la residenza è il presupposto per usufruire dei servizi e delle risorse offerti dal comune: con quest’operazione, di fatto, si nega ai clandestini l’accesso a qualsiasi struttura e risorsa del comune, poiché questo è quanto prevede il decreto 10 bis voluto dal governo e più noto, forse, come “pacchetto sicurezza”, concepito a tutela esclusiva dei residenti. Residenti, cristiani e “bianchi” – ha aggiunto l’amministrazione locale di Coccaglio, dove agli irregolari non è dato il tempo neanche di porsi il problema dell’accesso a servizi e strutture, visto che la caccia all’immigrato avviene sotto forma di rastrellamento a tappeto, direttamente alle porte delle case – e per di più con l’accanimento di sedicenti cristiani che (paradosso totale!) rivendicano la propria identità sventolando un Crocifisso che ormai non significa più niente, difronte alle crocifissioni e alle ronde che perpetrano ogni giorno.
Quest’operazione, avviata il 25 ottobre scorso, durerà sessanta giorni, per concludersi proprio il giorno di Natale, il 25 dicembre prossimo (da cui il nome, appunto, di White Christmas, “Bianco Natale” dal titolo di un celebre canto natalizio portato al successo da Bing Crosby). Nell’immaginario leghista essa sarebbe il modo migliore per promuovere lo spirito cristiano, esigenza che dev’esser stata sentita in modo ancor più pressante dagli esponenti della Lega, all’indomani della recente risoluzione della Corte Europea, in cui si è stabilito che l’esposizione del Crocifisso nelle scuole è in contrasto con la convenzione dei Diritti dell’Uomo.
L’assessore locale alla Sicurezza Claudio Abiendi ha giustificato l’operazione sostenendo che il Natale è, sì, una festa-simbolo della “tradizione cristiana, della nostra identità” ma “non dell’accoglienza”, esprimendo un paradosso di fronte al quale è difficile reprimere l’indignazione. Come se la cosiddetta identitàsbandierata da questa destra xenofoba a sostegno di una politica che emargina il povero e lo straniero, il diverso, si potesse definire cristiana.
Di nuovo questioni religiose che offrono un pretesto per riaccendere l’odio tra i popoli. E ci stupiamo che ciò accada in un’Italia che si è dimenticata di essere stato paese d’emigranti, fino a non molto tempo addietro.
E i conflitti si confondono nel dibattito ancor più complesso sull’ “identità culturale”, espressione che in fondo significa tutto e niente, includendo potenzialmente due concezioni opposte d’identità: una che la considera come entità complessa e molteplice, con una continuità tra le parti e anche verso l’esterno; l’altra che la definisce e impone come insieme chiuso, rispetto al quale ogni diversità è percepita come estranea e cattiva e, in quanto tale, emarginata e rigettata. Identificazione ed espulsione, funziona così, di questi tempi. Proprio per quest’ambiguità intrinseca, parlare d’identità suona benee permette di fare della cultura uno stendardo per attirare la massa dietro al proprio carroccio. Ma dopotutto, con “White Christmas” non c’è neanche bisogno di indagare nelle sottigliezze del vocabolario: il nome stesso esplicita senza giri di parole il motivo razzista che anima l’iniziativa, nella quale si riversa tutta una retorica da crociata del ventunesimo secolo nella sua versione all’italiana, leghista, che, con il metodo delle ronde e nei rastrellamenti, contrappone il cristianesimo padano e bianco all’ingombrante Islam degli immigrati, che andrebbero al più presto espulsi dal “Nord”. Oltretutto la scelta, assai sinistra, di questo nome evoca scenari da supremazia bianca, se consideriamo che al momento anche in Italia sta cercando di radicarsi la setta xenofoba del Ku Klux Klan.
Durante questi sessanta giorni la caccia ai poveri Cristi immigrati continua mentre – sempre secondo lo stesso ragionamento – ci si aggrappa disperatamente in difesa di altri, altrettanto poveri Cristi (quelli appesi alle pareti bianche delle scuole). Ma perché tanto affanno? Già ci pensa il vecchio Concordato del 1929, tra lo Stato (fascista) e la Chiesa, che li prevedeva e che tutt’ora non risente della sentenza della Corte Europea. Lo ha dichiarato l’ANP (Associazione Nazionale dei Presidi). La nostra tradizionedunque è già abbastanza forte e salda, dato che alla tutela dei simboli della nostra identità continuano a pensarci gli ormai altrettanto tradizionali Patti Lateranensi.
Denunce alla “strumentalizzazione” politica, oltre che all’“improprietà interpretativa del Vangelo”, giungono anche da parte del direttore dell’Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Brescia, padre Mario Toffari. I senatori del PD eletti in Lombardia, invece, hanno dichiarato che “desta allarme e stupore che alcuni autorevoli esponenti della Lega Nord (Bossi, ma anche il sindaco di Brescia Paroli, i Ministri Maroni, Calderoli e Zaia) oggi, anziché prendere le distanze dall’operazione White Christmas, l’abbiano nuovamente sostenuta con dichiarazioni esplicite”, “Vergognosa, incivile e incostituzionale”. “Torniamo anche oggi a chiedere al Ministro Maroni di venire in Senato a riferire sull’iniziativa del comune di Coccaglio – aggiungono – e a chiarire la sua posizione, se è vero o meno che ha dato il suo appoggio all’operazione xenofoba e razzista che nulla ha a che vedere con la legalità e con la sicurezza dei cittadini.”
Durante un incontro con una cinquantina di bambini e giovani Fini ha dato degli “stronzi” a quanti ritengano gli immigrati dei “diversi”. Quelli che usano “qualche parola di troppo” nei confronti degli immigrati, sono degli “stronzi”, ha detto il presidente della Camera ai ragazzi del centro diurno “Semina” di Torpignattara (gestito dall’associazione “Nessun luogo è lontano”), scatenando una sequela di risposte e brontolii moralisti e irritati dalla volgarità del termine che ha usato, e in poche ore il sito della fondazione “FareFuturo”si è riempito di un lungo elenco d’insulti più o meno politicamente corretti, che politici e persone comuni possono o non dovrebbero usare. Rispetto alla questione di White Christmas, sin dall’inizio il giornale telematico vicino a Fini (Ffwebmagazine.it) ha espresso il proprio sconcerto, considerando l’iniziativa “un’offesa alla sensibilità alla sensibilità dei cristiani” e titolando l’articolo “Giù le mani dal Natale (almeno)”. “Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso. Ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati”, ha replicato prontamente (quasi si sentisse accusato) il Ministro per la Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli. Semplificando ulteriormente (senza essere ministri): Calderoli intendeva dire davvero “illudere”?







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Questo articolo è di una tale bassa e tendenziosa ignoranza che non merita nemmeno un commento.
avresti dovuto non farlo allora