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LE 5 MIGLIORI VIGNETTE SU TRUMP

“A New York si gela, noi abbiamo bisogno del riscaldamento globale”

Donald Trump

 

 

Dopo la rassegna satirica sulla Brexit, cerchiamo di raccontare il fenomeno Trump attraverso le vignette che gli hanno dedicato giornali e vignettisti del mondo.  Il momento pare propizio per movimenti e  leader populisti: la Brexit, Trump, le ottime prospettive della  Le Pen in Francia, l’avanzata decisa e forte dell’AFD in Germania e di molti partiti simili nell’Europa del Nord. In Italia abbiamo un menù abbondante: il populismo rassicurate di Renzi, quello post – ideologico di Grillo o quello a forti tinte xenofobe di Salvini. In questo momento però le Filippine del Presidente Duterte sembrano un caso a sé: il Presidente annuncia a gran voce, e realizza, omicidi mirati ai danni di spacciatori di droga per presentarsi come il giustiziere della notte in salsa filippina. POPULISTI DI TUTTO IL MONDO: UNITEVI! Ma torniamo al nostro amato/odiato Donald.

  1. Come prima vignetta ho scelto una bandiera americana sfilacciata, simbolo delle divisioni negli Stati Uniti testimoniate anche dalle manifestazioni di piazza successive alla vittoria del candidato repubblicano. In un articolo sulla rivista Il Mulino, numero 487, Tiziano Bonazzi racconta perfettamente Barack Obama: “Il Presidente di un’America divisa”. Bonazzi spiega che negli USA spesso i mutamenti avvengono per strappi: “un Paese che ha fatto del mutamento la propria icona, un mutamento tutt’altro che pacifico, ma di in e di out, di vincitori e di esclusi. Le crisi sono state superate con strappi improvvisi e con sofferenze ed emarginazioni vere, non con un progresso piano ed omogeneo“. In otto anni Obama non è riuscito nel suo dichiarato intento di riunificare il popolo americano ma sono invece nati diversi movimenti “estremisti” di antagonismo al sistema: Tea Party, Occupy Wall Srett, Black Lives Matter. “La sconfitta di Bush, tuttavia, non significò la fine del bushismo, rinfocolò il razzismo inconscio di tanti bianchi ed eccitò le spinte radicali in entrambi i partiti. Gli elementi della campagna elettorale di quest’anno, estrema, fuori dalle righe, erano già presenti nel 2008 e l’audacia della speranza di Obama non bastava a fermarli”.

bandiera-stelle-strisce-spezzata-trump-2016

 

 

2) Il richiamo a Hitler non può mai mancare, Hitler è diventato ormai cultura popolare, tutti lo conoscono e lo riconoscono. Il senso di questa vignetta è semplice: Trump è il male come negli anni Trenta lo era Adolf Hitler.

 

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3) Centrata è la prossima vignetta: Trump che chiede a Obama del bottone per lanciare gli ordigni nucleari e Obama che lo ha appena murato proprio per impedire al neo eletto Presidente di usarlo. La vignetta ha alla base anche una nota battuta fatta da Obama qualche tempo fa sull’allora candidato repubblicano: “il suo staff gli ha dovuto togliere Twitter dalle mani – aveva detto il Presidente – immaginiamo cosa potrebbe significare affidare gli ordigni nucleari a quest’uomo”. In effetti, la politica aggressiva portata avanti da Trump, anche sui social media, è stata una delle cause del successo del miliardario che è stato così percepito come una persona normale e vicino agli uomini e alle donne comuni. I tempi, in effetti, non sembrano più essere quelli del bon ton.

 

trump-2016-bottone-nucleare

 

4) Nella prossima vignetta la Statua della libertà se ne va indignata dalla vittoria di Trump. Questa è una reazione piuttosto indicativa di come la maggior parte delle persone si aspettassero una vittoria di Hillary Clinton. In Italia molti sono andati a letto convinti che ci sarebbe stata la prima donna presidente degli USA, incoraggiati anche dai primi exit poll, e si sono risvegliati con Trump presidente.

 

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5) In effetti, a tanti la vittoria di un leader che aveva definito Obama “il capo dell’ISIS” e che vorrebbe chiudere internet, potrebbe sembrare uno scherzo di pessimo gusto. Uno scherzo di Halloween. In realtà è probabile che il fenomeno Trump vada inserito in un contesto più ampio, un tentativo di spiegazione lo prova Alessandro Baricco su Repubblica del 10 novembre: “L’elezione di Trump fa parte di un movimento – di una mossa animale, voglio dire – che conosciamo: è una delle tre, forse quattro, che noi umani occidentali abbiamo deciso di fare una trentina di anni fa, decidendo di avviarci verso una mutazione culturale, e forse antropologica, a cui abbiamo affidato la nostra speranza in un mondo migliore. La mossa animale è questa: eliminare tutte le mediazioni che si possono eliminare. Quando è impossibile farlo, limitare le mediazioni al minimo. Servono degli esempi? TripAdvisor, Airbnb, Amazon, Wiipedia”. Il populismo cui accennavo ad inizio articolo è anche questo: un superamento  delle mediazioni a tutti i livelli, un rapporto diretto tra il capo e il popolo che non ha bisogno dei “corpi intermedi”: partiti, sindacati, associazioni etc etc. Baricco continua così: “la vera conseguenza è che da qualche anno la gente si sta allenando a fare a meno degli esperti, cioè delle élite. Ti alleni per anni in piccole cose (la scelta del ristorante, la cura per il piede dello sportivo, le ricerche copiate da wikipedia) e inizi ad acquisire una certa sicurezza di te e soprattutto: una silenziosa capacità di ribellarti alle élite. Non a quelle economiche, quella è un’altra storia, li dormiamo tutti un sonno profondo. Parliamo di élite culturali: quelli che hanno studiato, quelli che sanno“. In questa accezione, il populismo ai massimi livelli è il Movimento 5 stelle che ha sempre propagandato l’idea che il professionismo in politica fosse deleterio e inutile e che idraulici, informatici e spazzini avrebbero potuto tranquillamente sostituirsi ai legislatori facendo meglio. trump-2016-dolcetto-o-scherzetto

15 novembre 2016 articoli , , ,

One Response to “LE 5 MIGLIORI VIGNETTE SU TRUMP”

  1. PIETRO Vanessi ha detto:

    La vignetta su Hitler – Donald Trump ha dato lo spunto per editare un LIBRO che sarà in libreria dai primi di luglio :)))))

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