Radio Valdarno Home

LA SCUOLA NON E’ SOLO IL LICEO!

Quando si parla di scuole superiori s’intende comunemente il liceo, sembra che non esistano altri tipi di scuole oppure che quelle che contano siano solo quelle così chiamate (che poi, alla fine è solo un nome che non è detto che coincida con scuola più efficiente o in cui s’impara di più delle altre).

In questi giorni sono uscite le materie d’esame e cosa hanno detto, come ogni anno, in tv? “Uscite le materie d’esame: Matematica allo Scientifico (io direi che da quando esistono gli esami di Stato esce Matematica, inutile dirlo!) e Latino al Classico (ma davvero?! Si alternano le due lingue morte da una vita e se lo scorso anno è uscito Greco cosa poteva mai uscire quest’anno?!)”, e le altre scuole? Chi se ne frega, neanche sono state nominate, l’importante è considerare i  licei… Stessa cosa quando si fanno le interviste per qualche sondaggio o le fiction (orribili, tra l’altro) sempre ambientate in questi tipi di scuole, senza mai considerare che la realtà è ben diversa e che parallelamente a chi frequenta i licei, ci sono milioni di ragazzini che trascorrono gli anni delle superiori in altri istituti.

La mia avversione verso questo tipo di scuola comincia già ai tempi dell’Università (fine anni 90) quando durante qualche lezione capitava che i docenti chiedessero a noi ragazzi da che tipo di LICEO venivamo. Di solito veniva chiesto se provenissimo dal liceo Classico o dallo Scientifico senza considerare chi, come me, aveva frequentato altre scuole. Capitava anche agli esami di sentirsi dire: “Che liceo ha fatto, signorina?!” Mmmmmmmmm… che rabbia! Alla risposta “Sono ragioniera” spesso la faccia era perplessa, come per dire “Beh, poteva andare a far conti invece che frequentare l’Università”, peccato che l’abbia finita molto prima e molto meglio di tanti presuntuosi liceali.

Ad essere sincera la mia cultura è tuttora molto lacunosa e magari se avessi fatto il liceo Classico saprei parlare e/o scrivere meglio e avrei delle basi umanistiche solide (quanto invidio chi le ha!), oppure se avessi frequentato lo Scientifico avrei fatto molta meno fatica a superare l’esame di Analisi 1 (povera me, mi sembravano arabo tutti quei logaritmi, per non parlare di quell’angosciante trigonometria) e avrei quindi cominciato prima ad avere dimestichezza con la mia Matematica con la quale adesso ho a che fare ogni giorno.

Indietro nel tempo non ci si può tornare ma se potessi farlo probabilmente rifarei la stessa scelta: ho fatto pure dattilografia e stenografia (oddio, ma sono così vecchia?!), ho riempito pagine e pagine di calcoli contabili di cui non ho mai visto applicazione nella realtà, eppure quei cinque anni di superiori sono stati indimenticabili. Lo ammetto, ho studiato poco. Mai passato serate intere a studiare, mai messo la sveglia alle sei di mattina per ripassare, come probabilmente nessuno dei miei compagni. La scuola non era molto difficile, bastava aver capito in classe e rielaborare a casa e il gioco era fatto. Forse se avessi fatto il liceo Classico sognerei ancora le maledette versioni di Greco o se avessi fatto lo Scientifico poi non mi sarei mai sognata di diventare una prof. di Matematica (sembrerà strano ma da quanta ne viene fatta, spesso i ragazzi arrivano a finire il liceo che la odiano e non hanno neppur capito in generale quali argomenti sono stati trattati, anche se magari conoscono benissimo i vari teoremi di De l’Hopital o Lagrange!).

Adesso il tempo è passato (più di dieci anni dalla fine delle scuole superiori) e mi ritrovo dall’altra parte della cattedra ma mi accorgo che poco è cambiato. Anche oggi ci sono i ragazzi di serie A (i liceali) e quelli di serie B (chi frequenta le altre scuole, in particolare i professionali).

Anche in questo caso quando dico che sono un’insegnante e che insegno nei professionali mi viene spesso domandato se non preferirei insegnare al liceo. Beh, non ho scelta, come tanti precari vado dove c’è posto (di posti ce ne sono sempre meno, ma se ci sono spesso capitano nelle scuole professionali) ma ogni tanto ci penso e la risposta è… NO, assolutamente no, non preferirei insegnare al liceo!!

I motivi?! Odio annoiarmi, sto male in mezzo a figli di papà arroganti e viziati (per carità, di ragazzini arroganti e viziati ce ne sono ovunque ma io ne ho conosciuti ben pochi in sei anni nelle scuole professionali), non potrei insegnare tutta quella matematica prevista dai programmi ministeriali (allo Scientifico se ne fa troppa, inutile fare tutte quelle formule, tutti quei calcoli, imparare tutte quelle regole se non si è capito qual è il ragionamento di base!) e beh…non so come spiegarlo ma spesso nei professionali sembra di stare a casa… una casa in cui inizialmente si fa fatica ad adattarsi allo stile di vita e/o al caos che regna sovrano ma quando si trova il giusto equilibrio è poi difficile andarsene.

Non sono scuole in cui non si impara, in cui ci sono ragazzi e insegnanti scarsi (ci sono come in tutte le altre scuole, licei classici compresi!), sono scuole in cui si studia meno teoria e si fanno più materie pratiche, scuole frequentate da ragazzi che spesso hanno poca voglia di stare sui libri (se i libri li hanno!), che vogliono imparare a fare una professione manuale e gliene frega poco della prof che spiega loro Dante o i monomi (ma che cavoli, neppure i liceali vanno matti per le equazioni!).

Con queste righe, non volevo assolutamente sminuire l’importanza dei licei ma spezzare una lancia a favore delle altre scuole e soprattutto di coloro che le frequentano e di chi ci lavora.

Spesso sembra che insegnare al liceo sia il top, sia ciò che ogni insegnante desidera. Non ho mai provato questa sensazione, non so cosa voglia dire avere di fronte una classe di ragazzini del liceo Scientifico che frequentano tale scuola perché piace loro la Matematica, ma so cosa vuol dire vedere ragazzi soddisfatti perché hanno fatto bene un esercizio e, nonostante le carenze di base, arrivare a prendere un 6 (e delle volte anche un 5) e ringraziare la prof perché convinti che non sarebbero mai riusciti a migliorare in una materia che loro consideravano ostica. So cosa vuol dire vedere dei ragazzi essere tristi alla fine di un anno scolastico perché nonostante tutto andare a scuola può anche esser divertente, tornare dalla gita e voler ripartire subito, parlare con i propri studenti e conoscerli come persone, come ragazzi che stanno vivendo un periodo difficile della loro vita (non è tutta rose e fiori l’adolescenza, anzi!) e magari hanno bisogno di qualche adulto che li ascolti, etc.

Potrei andare avanti ancora per un po’ ma mi fermo qui e invito chi ancora pensa che le scuole professionali siano frequentate solo da nullafacenti, delinquenti, scarti della società (mi sento dire pure queste parole ogni tanto!!), a pensare che per qualche ragazzo che può pure essere così (ma, vi assicuro, ci sono in tutte le scuole), ve ne sono tantissimi altri che hanno semplicemente voglia di imparare qualcosa, farsi un po’ di cultura generale e prendere un diploma senza dover necessariamente trascorrere cinque anni chinati sui libri.

Francesca

5 febbraio 2011 articoli

5 Responses to “LA SCUOLA NON E’ SOLO IL LICEO!”

  1. Lorenzo ha detto:

    Vorrei sapere chi sia questa Professoressa.

  2. daniela ha detto:

    una persona fantastica!

  3. chi ha detto:

    Grande prof !!!!

  4. Gilda ha detto:

    Francesca, d’accordo su molte cose, ma non sul fatto che i liceali sono tutti figli di papà arroganti e viziati. Ci sono anche ragazzi in gamba, davvero interessati allo studio. Un giorno ti farò leggere una cosa che ti dimostrerà che anche i liceali hanno un cuore 😀

  5. Claudio Brazzale ha detto:

    Toh, allora non sono l’unico ad essere accigliato con, giustamente, “alcuni” liceali…. https://www.facebook.com/brzcld/posts/10156479270404721

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Cerca

Palinsesto

Seguici

Ascolta

Recenti